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venerdì 17 giugno 2011

Export di grano, la Russia torna sui mercati esteri

Riprenderanno le esportazioni russe di cereali verso i mercati internazionali. Il 1° luglio sarà abolito il bando di divieto dell’export che era stato varato l’estate scorsa a seguito della grave siccità che aveva colpito il Paese.

Riprenderanno le esportazioni russe di cereali verso i mercati internazionali. Il 1° luglio sarà abolito il bando di divieto dell’export che era stato varato l’estate scorsa a seguito della grave siccità che aveva colpito il Paese. A fronte di un calo del raccolto a 61 milioni di tonnellate, rispetto ai 97 dell’anno precedente, era stato necessario bloccare le esportazioni di frumento, orzo, segale, mais e farina.
Ad annunciare la ricomparsa del grano russo nei mercati esteri è stato il primo ministro Vladimir Putin, assieme a Viktor Zubkov, delegato alle politiche agricole. Ciò è stato dettato dal fatto che, da un lato, le imprese del sud agricolo stanno accumulando nuove scorte di cereali e, dall’altro, che le stime per l’anno 2011 prevedono una crescita della produzione, pari a 85-90 milioni di tonnellate.
Tuttavia, se fosse necessario, Mosca ha dichiarato che sarà pronta ad attuare nuove misure di restrizione dell’export. Al momento, la preoccupazione maggiore da parte del Governo è che non si crei una spirale di aumento dei prezzi nel mercato locale e, a questo riguardo, si impegnerà a vigilare affinché tutti gli agricoltori riceveranno gli strumenti di supporto previsti (ad esempio prestiti bancari) per seminare il raccolto.

mercoledì 25 agosto 2010

Export di grano: la crisi non è mondiale

Stato di emergenza per siccità registrato in 27 regioni agricole della Russia. Putin vara un provvedimento volto ad evitare l'aumento dei prezzi sul mercato interno.

La scorsa settimana è entrato in vigore il provvedimento, firmato il 5 agosto dal premier Vladimir Putin, mirato a evitare l’aumento dei prezzi sul mercato interno. Lo stato di emergenza per siccità è stato registrato in 27 regioni agricole della Russia, che dai 97 milioni di tonnellate di grano raccolto nel 2009 ha visto un brusco calo che ha raggiunto le 60-65 tonnellate. Putin ha affermato che “è necessario impedire l’inflazione dei prezzi interni e allo stesso tempo salvaguardare il bestiame russo” evitando l’abbattimento per mancanza di mangime. Precipiteranno, quindi, le esportazioni russe di grano, passando dai 18,5 milioni dell’anno scorso a circa 3 milioni.
Il presidente dell’industria trasformiera di grano e cereali, Umberto Sacco, ha precisato che “gli effetti non dovrebbero farsi sentire in Italia, che importa pochissimo dalla Russia e quasi a fini mangimistici”. La crisi, perciò, non è globale; è limitata all’area del Mar Nero ma nel resto d’Europa e oltre Atlantico il grano non manca.

venerdì 6 agosto 2010

Russia, escalation dei prezzi nel mercato locale del grano e blocco delle esportazioni

Una catastrofe climatica ha colpito il territorio russo, il grano è rincarato di circa il 20% in una settimana

Dopo il risveglio improvviso del mercato russo del grano con una crescita tale che non si registrava da circa due anni, negli scorsi giorni si è verificata una catastrofe climatica che ha distrutto coltivazioni in un’area di più di 100.000 Km.
Il Financial Times stima che nel 2010-2011 saranno prodotte 45-50 milioni di tonnellate, ossia un raccolto del 27% minore rispetto ai 61 milioni di tonnellate dell’anno scorso. Ciò significa che saranno limitate le esportazioni ed è questo che ha fatto aumentare preventivamente i prezzi. A questo riguardo il viceministro per l’Agricoltura russo, Alexander Belyayev, aveva dichiarato che per il momento non avrebbero introdotto restrizioni all’export, e aveva aggiunto che “è il governo a prendere simili decisioni, ma oggi come oggi non ne vediamo la necessità. È molto facile perdere quote di mercato all’estero, ma è molto difficile conquistarle”.
Ma dopo tali messaggi che sembravano rassicuranti, oggi, la situazione si fa più seria, poiché la Russia ha annunciato di interrompere temporaneamente le esportazioni. Essendo il terzo esportatore globale, questo “rappresenta un elemento di instabilità”, ha dichiarato Abdolreza Abbassian, economista a capo del gruppo intergovernativo dell’Onu sui cereali.
Alcuni analisti ipotizzano accelerazioni inflazionistiche sugli alimentari e carenze di forniture.
Tale situazione minaccia ripercussioni anche in Italia, perché a causa del diminuire dell’offerta, l’import registrerà probabilmente una forte battuta d’arresto, dopo che l’acquisto del grano da parte del mercato italiano aveva di recente registrato un aumento del triplo rispetto al 2009.