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venerdì 8 gennaio 2010

Russia, Bielorussia e Kazakistan: è nata la tariffa doganale unica

Il primo gennaio 2010 è ufficialmente nata l'unione doganale tra Russia, Bielorussia e Kazakistan. Si tratta di una tappa importante nel lungo processo di riavvicinamento dei tre Stati del CSI, che punta all’abbattimento progressivo delle barriere al commercio.
Si dovranno attendere altri sei mesi per l'implementazione di tutti gli strumenti tecnici integrati; il 1 luglio 2010 sarà adottato il Codice doganale unico dei tre paesi, fondamentale in vista della creazione di uno spazio economico unificato nel 2012. Già oggi si registra una corrispondenza prossima al 95% nella nomenclatura doganale tra la Russia e la Bielorussia, mentre, nei confronti del Kazakistan, dovrà essere svolto un lavoro di omologazione decisamente più imponente.
Secondo gli esperti, l'introduzione della tariffa doganale unica avrà un effetto di contenimento nei limiti dell'1% sul livello medio delle aliquote doganali applicabili. Inoltre, la creazione dell'Unione doganale, potrebbe condurre a uno sviluppo nell'ordine del 15% del PIL entro il 2015.
Nel medio periodo è possibile l'adesione all'Unione anche degli altri membri Eurases: il Kirghizistan e il Tagikistan. Se la scorsa estate Vladimir Putin, stanco delle estenuanti trattative, non avesse improvvisamente sospeso i negoziati con l’Organizzazione mondiale del commercio, la nascita della tariffa doganale avrebbe potuto segnare l’inizio del cammino di Mosca nella Wto. Ora la strada verso la stessa si fa più tortuosa: sebbene la Russia abbia considerato la possibilità di entrare nella Wto nell'ambito dell'unione doganale, accanto a bielorussi e kazaki, tale ipotesi appare difficilmente realizzabile, in quanto l'articolo 12 dell'Accordo di Marrakesh, che regola l'esistenza della Wto, stabilisce che ne può diventare membro un singolo paese o un territorio doganale come Hong Kong o Macao, autonomi sul proprio spazio doganale. Ma l'unione con Kazakhstan e Bielorussia ha autorità solo sulle merci e non prevede il controllo totale sugli scambi. Inoltre, Russia e Kazakistan hanno completato ormai il 95% dei requisiti posti durante i negoziati, ma la Bielorussia non ha nemmeno cominciato ad adeguare la propria legislazione interna.

giovedì 24 dicembre 2009

La bilancia commerciale russa è in attivo di 100 miliardi di dollari

I dati riferiti ai primi 11 mesi del 2009 vedono la bilancia commerciale russa in attivo di 99,5 miliardi di dollari.
Nello scorso novembre, secondo i dati del Ministero per lo sviluppo economico russo, il saldo mensile della biliancia commerciale e’ stato pari a 11,6 miliardi di dollari contro 8,5 miliardi nello stesso periodo del 2008.L’interscambio commerciale della Russia nel periodo gennaio-novembre 2009 e’ ammontato a 440,9 miliardi US$ risultando inferiore del 38% rispetto allo stesso periodo del 2008. Rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, le esportazioni nel gennaio-novembre 2009 sono calate del 39% (fermandosi a 270,2 miliardi) mentre le importazioni sono diminuite del 36,3% scendendo a 170,7 miliardi.

lunedì 14 dicembre 2009

Il PIL russo del quarto trimestre è in aumento rispetto al precedente

Il PIL della Federazione Russa, che ammonta a 10.489,5 miliardi di rubli (342,5 miliardi di dollari), ha totalizzato 28,3 trilioni di rubli a prezzi correnti da gennaio a settembre: il calo, secondo le stime del Ministero dell’Economia, è stato del 10% a/a. Tuttavia, nel periodo luglio-settembre, secondo i dati dell’Ufficio statistico russo RosStat, il PIL, pur essendo diminuito dell’8,9% in termini annuali, è aumentato del 13,8% rispetto al trimestre precedente.
Il Ministero ha osservato che il miglioramento dell’economia riscontrato in settembre è stato dovuto alla crescita del settore agricolo, alle migliori prestazioni da parte del settore industriale, ai maggiori risparmi e ad un rallentamento minore degli investimenti. Ciononostante, i consumatori continuano a mantenere basso il livello delle spese, contribuendo così a ridimensionare l’effetto positivo della crescita delle importazioni.

lunedì 7 dicembre 2009

Situazione economica post-crisi in Russia

Tra i paesi BRIC, l’economia russa è stata quella che ha maggiormente risentito della crisi economica mondiale: mentre nel 2007 il Pil aveva registrato una crescita sbalorditiva (per la precisione dell’8,1%) il 2008 si era concluso con il Pil a +5,6% e la produzione industriale a +2,1%.
Secondo quanto stimato dal Ministero dell’Economia (Mert), nel settembre di quest’anno, il Pil russo è aumentato dello 0,5% per la prima volta dall’anno scorso, indicando la fine del periodo acuto della crisi.
La Russia, oltre ad essere il primo paese produttore mondiale di petrolio, è tuttora leader mondiale nella produzione di gas naturale e mantiene il terzo posto in termine di riserve valutarie; questo permette al paese di contrastare la crisi economica: ai primi di novembre 2009 il Governo ha deciso di riallocare 10,3 miliardi di dollari, dapprima destinati alla ricapitalizzazione delle banche, per fronteggiare la disoccupazione e per il sostegno delle imprese che operano in settori strategici (automobilistico, cantieristico e aeronautico).
Il Rosstat, relativamente ai primi nove mesi del 2009, ha diviso la produzione industriale in tre principali settori: produzione ed estrazione di materie prime (che ha avuto un calo di appena il 3%); produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua (al secondo posto, con un calo del 6,9%) e l’industria manifatturiera (-14,5%).
I settori che hanno avuto una miglior tenuta e che la mantengono sono: industria alimentare, produzione di carbon coke e prodotti petrolchimici, pelletteria e calzature.
Rimangono invece in forte crisi la produzione di mezzi di trasporto, mentre il settore metalmeccanico e l’industria elettrotecnica si stanno faticosamente riprendendo.
Nel 2008 l’inflazione è stata del 13,3%, anche a causa della graduale svalutazione del rublo; nel 2009 si è verificata una deflazione, con un rallentamento dell’economia, e si prevede che l’inflazione si ridurrà, entro la fine dell’anno, sotto il 10%.