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giovedì 6 maggio 2010

Il segmento degli ipermercati in Russia: probabile nuova strategia di Wal-Mart

Secondo alcune fonti, la catena internazionale Wal-Mart sarebbe in procinto di avviare una nuova duplice strategia in Russia; il marchio di retail starebbe in fatti per aprire nuovi punti vendita nel paese e acquisire una catena locale. Le decisioni del marchio rimangono ancora però abbastanza oscure. Già nel 2007 sembrava essere interessata all’ingresso nel mercato russo tramite un partner locale, e al tempo si fecero nomi di ipermercati domestici, come Lenta, Kopeika, Karusel e Mosmart. Solo nel 2008 aprì il suo ufficio nella Federazione Russa. Oggi, se le voci venissero confermate, avrebbe la possibilità di aprire tre tipi di negozi: da 1.500 mq, da 8.000 mq o più piccolo. Nel paese sono già presenti altri ipermercati internazionali e locali: la francese Auchan e Lenta hanno punti vendita di 1.500 mq, mentre Magnit di 8.000 mq. L’obiettivo di Wal-Mart sarebbe quello di raggiungere le aree con maggior densità residenziale.
Mentre c’è chi pensa di entrare nel mercato russo, c’è invece chi lascia il territorio, come ha fatto recentemente Carrefour. La società francese ha lasciato la Russia lo scorso ottobre 2009 a causa di mancate prospettive di crescita e di acquisizioni. Secondo alcuni esperti del settore questa scelta è stata affrettata, in quanto il segmento degli ipermercati in Russia è ancora poco sviluppato e quindi presenta buone possibilità di crescita.

martedì 4 maggio 2010

La Banca Centrale Russa taglia ancora i tassi

La Banca Centrale Russa ha deciso giovedì scorso di tagliare ulteriormente i tassi principali, portando ad una diminuzione del tasso di rifinanziamento dall’ 8,25% all’ 8% e riducendo così di 25 punti base. Si tratta del tredicesimo taglio dall’aprile 2009 e potrebbe portare ad un innalzamento dell’inflazione nella seconda metà dell’anno, sostenendo così il rublo. La decisione presa dall’istituto, infatti, è volta al rafforzamento della valuta russa, che subito dopo la misura intrapresa ha raggiunto il picco di 33,47 contro il paniere dollaro-euro. Secondo alcuni economisti russi il taglio effettuato darà sostegno al rublo grazie l’innalzamento della domanda dei bond russi. La prossima decisione sui tassi bancari verrà presa in maggio, ma se la crescita economica continuerà, la Banca Centrale non dovrebbe fare ulteriori tagli.

lunedì 3 maggio 2010

Bilancia commerciale positiva per l’inizio del 2010

Il primo trimestre 2010 la bilancia commerciale russa segna un andamento positivo; si attesta infatti ad un valore pari a 46 miliardi di dollari. Secondo Il Ministro russo per lo Sviluppo Economico tale dato è di 2,4 volte superiore rispetto al valore del 2009 per lo stesso periodo. Un ruolo trainante nella ripresa economica è svolto dagli scambi commerciali che raggiungono la cifra di 136,6 miliardi di dollari complessivi, con l’export pari a 91,3 miliardi e l’import a 45,3 miliardi. La cifra elevata delle esportazioni è dovuta alle quotazioni internazionali degli idrocarburi russi che continuano a registrare valori positivi.

Si aprono buone opportunità per il mercato vinicolo in Russia

Si intravedono nuove opportunità per i produttori italiani di vino che vogliono esportare in Russia. Fino a poco tempo fa il mercato russo del vino non offriva grandi prospettive in quanto i prezzi sono sempre stati più alti rispetto al resto d’Europa (anche 4-5 volte in più). Il motivo è da attribuirsi ai costi di trasposto, alle procedure di sdoganamento e alle elevate spese per le barriere d’entrata (in Russia, infatti, si richiede una certificazione obbligatoria e ci sono costi alti di marketing e di promozione). Inoltre il margine del canale di distribuzione russo impedisce di fatto lo sviluppo del mercato di consumo. Recentemente, però, il Servizio Federale Anti-monopolio della Russia ha scoperto che alcuni rincari di rivenditori di vino erano assolutamente ingiustificati e si prevedono quindi pesanti sanzioni per il settore. Per contrastare ciò molti rivenditori hanno così applicato sui vini sconti permanenti che vanno dal 25% al 75%, rendendo di fatto il vino più accessibile ai consumatori. Ciò rappresenta quindi una svolta importante ed allettante per gli esportatori di vino stranieri.