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giovedì 13 maggio 2010

Accordo tra Russia e Turchia per la creazione di una centrale nucleare sul Mediterraneo

Mercoledì scorso è stato firmato ad Ankara un accordo tra Russia e Turchia per la creazione di una centrale nucleare e per investimenti pari a 20 miliardi di euro. L’accordo apre una nuova pagina nell’espansione globale dell’industria russa e rappresenta anche una ripresa dei rapporti tra i due paesi, ormai inesistenti sin dall’epoca della guerra fredda.
Il progetto vedrà sorgere 4 nuovi reattori ad Akkuyn, sulla costa mediterranea, e verrà realizzato dalla compagnia russa Rosatom, con un investimento dal valore di circa 16 miliardi di euro. Rosatom controllerà le strutture della centrale e venderà l’energia prodotta; inizialmente stabilirà in loco una sua sussidiaria per l’inizio dei lavori e poi offrirà 49% dell’impresa ai possibili investitori turchi e non. La compagnia prevede di risarcire i costi 15 anni dopo la costruzione dei reattori vendendo metà dell’elettricità alla compagnia energetica statale turca Tetas; inoltre trasferirà il 20% del profitto al governo turco. Secondo il progetto, il primo reattore verrà inaugurato nel giro di 7 anni.
Oltre alla centrale nucleare i due paesi considerano anche altri progetti comuni, tra cui quelli relativi al commercio di gas per Blue-Stream-2 e South Stream. Sembra possibile anche il coinvolgimento della Russia nell’oleodotto Samsun-Ceyhan, che collega il Mar nero al Mar mediterraneo, ora in un progetto comune tra la turca Calik e l’italiana Eni. Gli accordi sono stati discussi durante una visita in Medioriente del presidente russo Dimitri Medvedev, che si è conclusa in Siria, dove ha dichiarato che la Russia potrebbe costruire altri reattori nucleari per il paese arabo.

martedì 11 maggio 2010

In ripresa il mercato edile russo

Nei primi mesi del 2010 la quota di costruzione degli edifici sale all’11%, dopo un pesante rallentamento subito nel 2009. L’anno scorso, a causa della crisi economica, molti cantieri, residenziali e commerciali, erano stati chiusi; la superficie commerciale non sfruttata era giunta, a fine 2009, a percentuali del 7% a Mosca e del 20% nelle altre grandi città. Quest’anno, in vista della ripresa, le autorità russe hanno deciso di stanziare 1.200 milioni di euro per favorire la rinascita dell’edilizia nella capitale. Nel breve e medio termine, quindi, ci sarebbero buone possibilità per chi volesse investire nel settore.
Un aspetto che non va tralasciato se si desidera entrare nel mercato edile russo riguarda le caratteristiche atipiche dell’edilizia residenziale della Federazione Russa. In questo segmento, infatti, esiste un’alta frammentazione dell’offerta a causa della distribuzione non omogenea della ricchezza. Ciò comporta l’esistenza di diverse tecniche e qualità costruttive. Gli immobili residenziali russi si dividono in due tipologie: la classe economica e la classe di lusso. Nella prima rientrano tutti gli edifici vecchi, anche risalenti all’epoca sovietica, le case prefabbricate in cemento armato e l’edilizia sociale. Della seconda fanno parte, invece, i palazzi storici, i grattacieli moderni e le case singole di periferia.

lunedì 10 maggio 2010

Nuova politica dei visti per attirare manager stranieri in Russia

In Russia potrebbe presto entrare in vigore una nuova politica dei visti a favore dei manager stranieri che guadagnano almeno 65.000 dollari all’anno; la normativa prevede una riduzione dell’iter burocratico esistente per ottenere il visto lavorativo ed una serie di agevolazioni fiscali. Da gennaio 2011 l’ottenimento del visto russo potrà avvenire entro 14 giorni con una richiesta scritta del datore di lavoro, senza dover versare la quota prevista dal Servizio Federale di Migrazione. Inoltre, assieme ad un visto lavorativo di tre anni, gli specialisti potrebbero ottenere la residenza permanente con le proprie famiglie pagando il 13% delle tasse sin dall’inizio.
Per le imprese russe ciò potrebbe portare ad una maggior flessibilità nell’assunzione di personale straniero qualificato. Questa politica potrebbe inoltre attrarre maggiori investimenti internazionali nel paese, contribuendo così alla crescita economica della Russia. Dai dati ufficiali emerge che oggi ci sono tra i 10.000 e i 15.000 manager stranieri nella Federazione Russa, ma per stimolare l’imprenditoria dovrebbero essercene almeno 10 volte tanto; inoltre, secondo un recente sondaggio del sito "The Network", la Russia è al 32esimo posto su 35 paesi in cui le persone vorrebbero lavorare.

venerdì 7 maggio 2010

Cresce la distribuzione al dettaglio in Russia

La quota della Grande Distribuzione Organizzata nel commercio al dettaglio russo continua a crescere dal 2009, grazie ad una buona reazione degli operatori del settore alla crisi economica. L’ottimizzazione dei costi, la riduzione delle referenze a scaffale e l’aumento della redditività media a metro quadro hanno permesso un aumento del valore delle vendite già nel 2009, raggiungendo il valore di 14,5 mila rubli. Le grandi catene detengono la maggior quota del mercato con una percentuale del 30,5% (rispetto al 28,3% del 2008). Nel 2010 si sono registrati una crescita delle vendite al dettaglio dello 0,3% su base annua a gennaio e dell’1,3 % a febbraio. Secondo le stime il settore potrebbe crescere annualmente del 3,2% nel triennio 2010-2012.
Tra i mercati in forte sviluppo si trovano i generi alimentari, con una crescita dei supermercati economici e dei discount, e le bevande alcoliche, che hanno visto un aumento della preferenza per birra e vino. Buoni anche i dati dei centri commerciali e del settore dei cosmesi e profumi (+ 3%), soprattutto nel segmento della vendita diretta.