Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative alla Federazione Russa.

lunedì 7 giugno 2010

Confermata la crescita economica in Russia anche nel mese di maggio

Secondo un recente sondaggio sul settore dei servizi e quello manifatturiero, anche in maggio l’economia russa si conferma in crescita, con l’aumento più veloce dal novembre 2008. Il PIL nel mese scorso ha registrato una percentuale pari al 2% rispetto all’1,2% di aprile. A contribuire a questa ripresa ci sarebbero gli aumenti di prezzo del petrolio, avvenuti più rapidamente rispetto alle aspettative. Secondo il Primo Ministro, Vladimir Putin, il PIL potrebbe così aumentare del 4% entro il 2010 e del 3,4% nel 2011.
Nello stesso sondaggio è emerso anche che l’occupazione è aumentata per il secondo mese consecutivo; la disoccupazione ha raggiunto il tasso più basso in 4 mesi passando dall’8,6% di marzo all’8,2% in aprile.
Positivi anche gli investimenti di capitale, cresciuti in aprile del 2,3%, il dato più alto da ottobre 2008.
La borsa russa, invece, non ha avuto i rialzi attesi: in maggio l’indice MICEX è sceso sotto l’1,3% e anche il rublo si è indebolito nei confronti del dollaro.

venerdì 4 giugno 2010

L’ufficio Promos di Mosca pubblica i dati dell’economia russa nel primo bimestre 2010

Dopo la crisi internazionale le stime di crescita dell’economia russa sono positive e oscillano dall’1,3% al 3,8%. Nel corso del 2009, le regioni più colpite dalla depressione economica sono state la Russia centrale e la Valle del Volga, importanti per la produzione industriale, mentre hanno resistito le aree della Siberia centro-orientale e dell’Estremo Oriente. A soffrire meno sono stati i settori alimentare, agricolo, del carbon-coke, petrolchimico, di pelletteria e calzature e chimico. Un forte calo si è subito, invece, nei settori metalmeccanico, elettrotecnico, ottico e dei mezzi di trasporto.
Nel 2010 i centri urbani più grandi rappresentano le nuove frontiere per lo sviluppo di attività economiche; oggi in Russia ci sono 9 città con più di 1 milione di abitanti e quasi 200 con più di 100.000. Se Mosca e San Pietroburgo, pur avendo un ruolo centrale nell’economia, si rivelano centri difficili a causa dei costi di accesso, la rivista Forbes ritiene adatte al business altre tre città: Krasnodar, capitale del meridione russo e centro agricolo, Khabarovsk, nella Siberia orientale, e Chelyabinsk, capitale dell’industria pesante negli Urali meridionali.
Nel mercato interno acquisisce un ruolo importante il Made in Russia, soprattutto nel settore alimentare e in quello industriale. Nel primo trimestre 2010 la produzione industriale è aumentata del 5,8% rispetto allo stesso periodo del 2009, con particolare sviluppo dei seguenti settori: estrazione dei minerali (+6,7%); industria manifatturiera (+5,2%), produzione di plastica (+24%), produzione di gomma (+64,4%) e produzione di autovetture (+56,3%).
Per quanto riguarda gli scambi commerciali, nei primi due mesi del 2010 il commercio estero ha raggiunto la cifra di 85,2 miliardi di dollari (+41% rispetto a gennaio-febbraio 2009). Le esportazioni sono state pari a 58,5 miliardi di dollari (+60,2%) mentre le importazioni sono state pari a 26,8 miliardi di dollari (+11,7%). Il saldo della bilancia commerciale è salito di 31,7 miliardi di dollari, registrando un attivo di 120 miliardi. Nei rapporti commerciali con l’Italia, le maggiori esportazioni italiane in Russia si confermano nell’industria manifatturiera (98,5%), mentre tra le importazioni italiane dalla Russia hanno un ruolo primario i minerali energetici (77,6%) ed i prodotti manifatturieri (21,9%). Gli investimenti diretti stranieri registrano un dato positivo pari al 4,4%.

giovedì 3 giugno 2010

Cresce l’importazione di prodotti agricoli in Russia

Dati positivi per l’import di prodotti agricoli in Russia: nel 2009 le importazioni di cereali in Russia sono cresciute del 65% rispetto al 2008, raggiungendo un valore di poco superiore ai 200 milioni di dollari.
Tra i prodotti importati, al primo posto si colloca il riso che rappresenta il 70% dell'import. A seguire si trovano il granturco (15%), e i piselli (6%). Le importazioni nella Federazione Russa provengono soprattutto dalla Thailandia (44%), seguita dalla Cina (13%), dall'Ucraina (13%), dal Vietnam (7%) e dal Kazakistan (5%). La Russia è costretta ad importare la maggior parte dei suoi prodotti agricoli a causa di condizioni climatiche poco favorevoli per il settore.
Per ciò che riguarda le esportazioni, un ruolo dominante lo riveste il grano, le cui esportazioni nel periodo gennaio-novembre 2009 sono ammontate a 15,5 milioni di tonnellate, il valore più elevato degli ultimi sette anni. Nel corso del 2009 le esportazioni cerealicole dalla Russia sono state pari a 20,3 milioni di tonnellate, corrispondenti a 3,5 miliardi di dollari in valore.

martedì 1 giugno 2010

Summit Russia-UE: sostegno del Cremlino all’euro e partnership per la modernizzazione

Si è svolto il 31 maggio scorso il 25° summit tra Russia ed Unione Europea a Rostov sul Don. Il presidente della UE, José Manuel Barroso, ha posto grande attenzione sul futuro dell’euro, in questi mesi gravemente minacciato dalla crisi europea. Positiva la risposta della Russia: il presidente russo Dimetro medvedev ha sostenuto l’importanza della valuta europea per la Federazione Russa, dal momento che il 40% delle riserve del paese è in euro. La settimana scorsa anche il presidente della Banca Centrale russa, Serghej Ignatiev, aveva confermato l’appoggio della Russia alla valuta dell’Unione, dichiarando che non ci sarebbero state vendite di euro.
Alcuni passi in avanti durante il summit sono stati fatti verso la “partnership per la modernizzazione”, ovvero una cooperazione tra governi, istituzioni comunitarie e imprese per la modernizzazione della Russia con l’accesso del paese all’alta tecnologia e alle innovazioni occidentali. In questo campo la Russia ritiene che la liberalizzazione dei visti sia un passo fondamentale, e anche durante il summit ha dichiarato di essere pronta all’abrogazione dei visti per gli europei, nonostante le titubanze dell’Unione legate alla scarsa sicurezza alle dogane russe.
Altro argomento su cui la Russia si è soffermata è stato la sua possibile entrata al Wto, che secondo la Federazione è ostacolata dagli Stati Uniti, ma che sarebbe importante per il paese.
Pieno accordo, invece, sulla crisi mediorientale, per la quale Russia e Unione Europea chiedono al più presto un’indagine per ciò che è avvenuto al largo di Gaza pochi giorni fa. Rimanendo in tema di crisi diplomatiche, il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, ha espresso preoccupazione per il trattamento dei giornalisti e attivisti umani in Russia e per l’impunità in Cecenia e nel Caucaso.