La seduta del Consiglio Russia-NATO svoltasi ieri a Bruxelles si è conclusa senza particolari svolte: le posizioni delle Parti sul problema del sistema europeo di difesa antimissile non si sono avvicinate.
L’idea sulla cooperazione nella creazione di un sistema di difesa antimissile unico era stata formulata in occasione del summit Russia-NATO svoltosi a Lisbona nel novembre dello scorso anno, quando era stato formato il gruppo di lavoro congiunto che non è riuscito a raggiungere un accordo nella formulazione del fine ultimo della cooperazione e nella determinazione dell’aspetto e della costruzione dello “scudo antimissile”. Inoltre, come ha constatato Anatoly Serdukoy, Ministro della difesa della Russia, non si riesce neppure a concordare il documento con l’esposizione dei principi politici della cooperazione: la NATO non è disposta ad accettare le proposte di Mosca per la creazione di un sistema di difesa antimissile unico e le proposte sull’approccio settoriale secondo le quali la Russia dovrebbe essere responsabile della sicurezza antimissile di una parte dell’area di competenza della NATO. A tal proposito, il Segretario Generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, considerando che l’Alleanza non può garantire la sua sicurezza per conto di fonti esterne, ha dichiarato che, concretamente, la soluzione ottimale consiste nella creazione di due sistemi tecnicamente e strategicamente indipendenti di difesa antimissile, uno della Russia e della NATO, ma con uno scambio di informazioni reciproco; in questo modo Mosca verrebbe esclusa dal processo di adozione di decisioni finali.
Mosca non drammatizza la situazione ed è intenzionata a portare avanti il dialogo. La difesa antimissile non è l’unico ambito della cooperazione reciproca: vengono condotte esercitazioni militari congiunte ed è stata accumulata una ricca esperienza di interazione nell’opposizione al terrorismo internazionale.
giovedì 9 giugno 2011
mercoledì 8 giugno 2011
Il franchising in Russia
Il quadro legislativo relativo al franchising russo si sta evolvendo per fare maggiore chiarezza e facilitare in tal modo l’entrata di nuovi affilianti stranieri sul mercato.
Non essendo il Paese russo, dal punto di vista legale e giudiziario, l’ordinamento ideale per il franchising, i grandi marchi internazionali portano avanti il proprio business attraverso punti vendita di proprietà. Ciò accade quando sussiste un marchio noto in grado di frenare la potenziale concorrenza, ma, nel caso delle piccole imprese, esse generalmente non sono contraddistinte da tale influenza.
Per questo motivo il quadro legislativo relativo al franchising russo si sta evolvendo per fare maggiore chiarezza e facilitare in tal modo l’entrata di nuovi affilianti stranieri sul mercato. L’intenzione è quella di allineare la regolamentazione con gli standard accettati in occidente.
Infatti gli esperti ritengono che attualmente la registrazione dell’accordo di franchising sia un procedimento lungo, complicato e piuttosto costoso per le aziende.
martedì 7 giugno 2011
Meccanica e abbigliamento tra i settori più interessanti
Per il made in Italy la Russia è uno dei principali mercati di riferimento, in particolare per la meccanica strumentale e il tessile, i due comparti tradizionali delle esportazioni italiane verso la Federazione o, perlomeno, fino al 2008, prima della crisi internazionale.
Per il made in Italy la Russia è uno dei principali mercati di riferimento, in particolare per la meccanica strumentale e il tessile, i due comparti tradizionali delle esportazioni italiane verso la Federazione o, perlomeno, fino al 2008, prima della crisi internazionale.
Tra le regioni italiane occupano una posizione importante le Marche, con una percentuale delle merci esportate in Russia del 6,6%, l’Emilia Romagna (3,2%) e il Veneto (2,8%).
Giovanni Tridenti, presidente dell’azienda anconetana Somacis pcb industries che produce circuiti stampati, ha affermato: “La domanda di elettronica proveniente dalla Russia è tendenzialmente di fascia medio-bassa, mentre quella a più alto valore aggiunto non è ancora intercettabile in quanto soddisfatta dai propri circuiti di offerta a stampo militare”.
Oltre a questo, tra i problemi più frequenti che si possono riscontrare, vi è la questione relativa alle certificazioni. Per alcune produzioni, ad esempio nella costruzione e montaggio di ascensori, sono richieste determinate conformità, generalmente molto costose per le PMI.
mercoledì 1 giugno 2011
La Russia è tra i mercati di traino nel settore delle macchine agricole
La Russia, dove la domanda è esplosa di circa il 71% a inizio anno, rappresenta uno dei mercati di traino per il settore delle macchine agricole.
L’Italia è leader mondiale nel settore delle macchine agricole per varietà di gamma anche se, attualmente, è ancora lontana dagli 8,2 miliardi di business del 2008. Ciononostante i dati rivelano che il mercato è in continuo miglioramento e che, soprattutto, è tornata a crescere la domanda proveniente dai mercati esteri, da cui dipende circa il 70% della produzione italiana. Accanto ai principali mercati di riferimento, quali Europa e Usa, oggi anche i Paesi Brics sono considerati target importanti nella commercializzazione delle macchine agricole. A tale proposito Massimo Goldoni, presidente Unacoma, l’Unione nazionale costruttori macchine agricole aderente a Confindustria, ha affermato: “La crisi ha stravolto gli equilibri e l’India è oggi il primo mercato mondiale, con 400mila nuove trattrici vendute nel 2010, quasi interamente prodotte lì, più di quelle commercializzate tra Stati Uniti ed Europa messi insieme”.
Oltre all’India, anche la Russia, dove la domanda è esplosa di circa il 71% a inizio anno, rappresenta un mercato di traino per il settore: New Holland Agricolture, il principale produttore al mondo in macchine e innovazione che controlla in Italia quasi un quarto del mercato, ha siglato un’alleanza con la società russa Kamaz, leader nel mercato.
Come affermato anche da Ludovico Bussolati, l’ad del gruppo bergamasco Same Deutz-Fahr, azienda che presiede il mercato russo già da qualche anno, lo sviluppo dei mercati extra-Ue “è una delle due leve strategiche di sviluppo, mentre l’altra leva è l’innovazione costante”.
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