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venerdì 5 agosto 2011

Fiat, “in cantiere” una fabbrica a San Pietroburgo

Fiat è da tempo alla ricerca di un sito per assemblare automobili in Russia: la casa della famiglia Agnelli potrebbe costruire a breve una fabbrica a San Pietroburgo.

Oggi in Russia le vendite di auto sono in calo, la crisi ha causato una riduzione delle vendite e delle immatricolazioni. Il mercato russo dell’auto ha visto il suo periodo d’oro tra il 2004 e il 2008, grazie alle banche che iniziarono a conceder crediti, leasing e prestiti per l’acquisto dell’auto, ma oggi è ormai saturo. Tuttavia, Fiat, come tutte le maggiori aziende automobilistiche del mondo, ha deciso di puntare sul tale mercato per avvalersi delle recenti norme russe che prevedono incentivi, ma anche vincoli produttivi, per chi investe in questo settore: almeno 300.000 auto annuali e una delocalizzazione produttiva pari al 60%.
Secondo quanto riportato dal quotidiano Kommersant, la Casa italiana produttrice di automobili sta considerando l’ipotesi di costruire una fabbrica a San Pietroburgo, in cui sono concentrate le grandi case automobilistiche straniere come Toyota e Nissan, in quanto si tratterebbe di una localizzazione più confortevole a livello logistico.
La Casa torinese, attualmente, non ha stabilimenti produttivi propri nel territorio russo e non vi è una linea di produzione di veicoli specifica, le vetture Fiat vengono costruite nel Paese dalla compagnia Sollers, nella fabbrica situata a Naberezhniye Chelny, in particolare, da quest’ultima escono i modelli Albea e Doblò; nella fabbrica di Yelabuga, invece, vengono fabbricati i modelli Ducato.

giovedì 4 agosto 2011

Segnali di ripresa per il real estate russo

A dispetto del probabile rialzo dell’inflazione e del conseguente calo del livello di fiducia da parte dei consumatori, in Russia si sta consolidando il trend positivo della domanda domestica.

Segnali positivi in questo senso si riscontrano soprattutto nel mercato immobiliare: nel periodo della crisi 2008-2009 i prezzi delle abitazioni si sono abbassati di oltre il 60% a causa del calo della domanda, tuttavia, già nei primi mesi di quest’anno, la domanda è tornata a un livello interessante, soprattutto nel comparto commerciale e direzionale. Il segmento residenziale risulta più incerto, ha continuato a manifestare segnali di rallentamento fino alla fine del 2010 (-4,1% a Mosca e -10,1% a San Pietroburgo in termini reali), ma negli ultimi mesi ha segnato un incremento ed è probabile che, nel breve periodo, Mosca e San Pietroburgo guideranno la ripresa del mercato immobiliare, che si sta estendendo anche ai centri minori. Città quali Millionniki, Ekaterinburg, Novosibirsk, Samara e Rostov presentano condizioni di sviluppo tali da poter attrarre investimenti e registrare una crescita robusta nel settore degli uffici nei prossimi anni.
L’unica nota dolente è rappresentata dalla volatilità del mercato immobiliare interno, che porta sempre più investitori russi ad acquistare all’estero, soprattutto in Europa. In particolare, l’Italia, che può vantare un mercato immobiliare che ha saputo far fronte anche alle fasi più insidiose della crisi economico-finanziaria, è da sempre una delle mete preferite dai turisti russi.

martedì 2 agosto 2011

Una joint venture in Russia per Pirelli

Alla fine dello scorso anno, il gruppo Pirelli aveva preannunciato l’accordo con Sibur Holding per una joint venture paritetica in Russia tra l’azienda italiana e la Russian Technologies.

Nel novembre 2010, Pirelli firmò un memorandum di intesa con Russian Technologies e Sibur Holding per definire una serie di accordi per lo sviluppo di attività congiunte nel settore dei pneumatici. Lo scorso 25 luglio l’alleanza di Pirelli sul mercato russo si è concretizzata, l’accordo è stato siglato: i prodotti di riferimento di tale partnership saranno gli pneumatici winter per il mercato replacement, in particolare la linea chiodati. La società si propone di conquistare una quota di mercato degli pneumatici nel mercato russo di circa il 20%, con un fatturato atteso di 300 milioni nel 2012 e una crescita dello stesso a oltre 500 milioni nel 2014.
Entro il prossimo novembre è previsto il trasferimento alla joint venture tra Pirelli e Russian Technologies dell’impianto di Kirov, la cui capacità produttiva attualmente prevede oltre 7 milioni di pezzi nel settore “Car e Light Truck”, nonché l’impegno al trasferimento di ulteriori asset che presumibilmente porteranno la joint venture a una produzione di 11 milioni di pezzi entro il 2014. Il Passaggio delle attività avverrà a fronte di un corrispettivo complessivo di 222 milioni di euro, con un impegno ripartito pro-quota tra i partner e un investimento pari a 55 milioni di euro quest’anno e a 167 milioni nell’anno successivo.
La nuova alleanza in Russia rappresenta per Pirelli un importante step relativamente all’obiettivo di sviluppare una presenza diretta sul mercato russo, previsto dal piano industriale 2011-2015. Per ora l’annuncio dell’avvio della partnership ha prodotto un rialzo dell’1,66% del titolo Pirelli.

lunedì 1 agosto 2011

Il Belpaese tra le mete più ambite dai turisti russi

I turisti russi sperimentano nuove destinazioni: i Paesi europei sembrano essere i più gettonati e, in particolare, i flussi verso il Belpaese crescono del 20-30% annuo.

Fino a qualche anno fa i cittadini appartenenti alla classe più abbiente della Federazione russa preferivano recarsi prevalentemente nei luoghi di interesse storico-artistico del Vecchio Continente: il “programma culturale obbligatorio” dei “nuovi russi” prevedeva visite ai palazzi di Cordoba e dell’Escorial in Spagna, ai castelli della Loira in Francia e ai palazzi di Roma e Firenze in Italia. Tra i Paesi europei la Penisola italiana è oggi una delle mete più amate dai russi e - con il suo clima mite, gli hotel di alta classe, la cucina raffinata - l’Italia ha indubbiamente molto da offrire ai suoi ospiti dell’Europa orientale. A fare rotta verso il Belpaese sono soprattutto gli studenti - attratti dalla possibilità di un’immersione nell’elegante stile di vita europeo - e la nascente classe media, composta da impiegati e professionisti, affascinati dalla qualità delle località di villeggiatura del Mediterraneo, che offrono un livello di servizio molto più elevato rispetto, per esempio, ai Paesi arabi. Inoltre, i giovani russi sono attratti anche dai vivaci locali di Napoli e di Roma; i clienti un po’ più anziani invece, dai lungomare di Veneto, Sardegna e Sicilia; mentre quelli più ricchi dalle località sciistiche delle Alpi.
I viaggi frequenti dei russi nella Penisola sono stati resi possibili anche dalla comparsa sul mercato di aziende che propongono viaggi last-minute: a titolo esemplificativo, avendo a disposizione 400 euro, un visto Schengen e un po’ di tempo per preparare i documenti di viaggio, è oggi possibile ambire a una vacanza sulla costa siciliana. Si tratta di una rivoluzione per la gente comune, che non considera più l’Europa una meta esageratamente cara e inaccessibile.
Secondo i dati riportati dalle agenzie turistiche, lo scorso anno l’Italia è stata visitata da oltre mezzo milione di turisti russi e la domanda di viaggi nel Belpaese sta avendo, mediamente, una crescita costante del 20-30% annuo.