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martedì 6 dicembre 2011

L’esito elettorale: Russia Unita sotto il 50%

I risultati delle elezioni di domenica mostrano che i russi avvertono l’esigenza di cambiamento: vacilla Russia Unita, il partito di Putin, che comanda la Federazione da 13 anni consecutivi.

Russia Unita, il partito del premier Putin, leader da ormai da 13 anni consecutivi nella Federazione, non si è aggiudicato nemmeno il 50% dei voti alle elezioni parlamentari di domenica scorsa. Putin, candidato alle elezioni presidenziali del 4 marzo 2012, minimizza e fa notare che comunque il suo partito ha mantenuto la maggioranza dei seggi. Tuttavia, è innegabile la differenza tra il 49,5% ottenuto domenica e l’eclatante 64,7% registrato nel 2007; evidentemente la fiducia dei cittadini russi nel premier e nel suo staff sta venendo meno: il presidente Medvedev, con la sua politica più attenta alla democrazia e ai diritti umani, ha fatto intravedere la possibilità di un cambiamento in senso democratico ai russi e in molti hanno, probabilmente, vissuto l’annuncio della candidatura per il ritorno Cremlino di Putin come una minaccia alle riforme avviate dall’attuale presidente.
Con quasi il 20% della Duma, come non avveniva dai primi anni Novanta, entreranno in Parlamento i comunisti - guidati da Gennadij Zhjuganov, un reduce dell'Urss - che, in risposta ai privilegi della ristretta classe dominante, si propongono come garanti delle classi sociali più basse. Crescono anche i populisti di Russia Giusta e quelli del liberaldemocrato Zhirnovskij. Rimangono invece esclusi i democratici, perfino Gorbaciov: sembra che non siano stati ammessi a causa dei complessi e sospetti cavilli elaborati dalla suprema corte elettorale. A tal riguardo, da osservatori esterni e anche dagli Usa arrivano segnali di allarme: Hillary Clinton si è dichiarata preoccupata circa le modalità in cui si sono svolte le elezioni e ritiene che i russi meritino “un'inchiesta approfondita” sui possibili brogli elettorali atti a salvare la maggioranza. In particolare ha parlato dei cyberattacchi contro il sito web degli osservatori russi indipendenti di Golos. Per le stesse ragioni molti membri dei movimenti di protesta sono scesi in piazza: domenica sono state arrestate centinaia di persone a Mosca e quasi mille in tutto il paese.

lunedì 5 dicembre 2011

L’estrazione delle risorse naturali in Antartide

La trivellazione della calotta di ghiaccio che ricopre il lago di Vostok è in fase di completamento, secondo gli esperti la superficie dell’acqua sarà raggiunta entro la fine dell’anno.

Una rappresentanza russa, durante l’incontro sul Trattato Antartico, svoltosi l’estate scorsa a Buenos Aires, aveva mostrato il piano attività di ricerca scientifica relativo alla trivellazione della calotta di ghiaccio che si trova sopra al lago di Vostok. Viktor Bojarskij, direttore del Museo dell’Artico e dell’Antartico di San Pietroburgo, ha dichiarato: “Si tratta di un progetto d’avanguardia della scienza nazionale. Avremmo finalmente la possibilità di prelevare dei campioni di acqua e capire com’era la vita sul nostro pianeta 500.000 anni fa”.
I primi interventi di perforazione dello strato di ghiaccio (spesso fino a 3.600 metri) del lago Vostok, che si estende per circa 15.690 kmq, iniziarono negli anni ’90, quando un gruppo di scienziati russi lo scoprì; secondo questi ultimi, i lavori verranno terminati nel corso di questo mese.
L’Antartide raccoglie circa l’80% della riserva di acqua dolce del mondo e, sebbene gli esperti non abbiano presentato prove concrete della loro effettiva esistenza, potrebbe comprendere anche giacimenti di risorse minerarie e combustibili fossili. Al sesto continente, 52 anni fa, era stato attribuito lo status di patrimonio dell’umanità e di riserva naturale dedicata alla pace e alla scienza, da allora tutti i Paesi vi hanno concentrato gran parte delle loro ricerche. Tuttavia, per ragioni di natura tecnica e a causa della moratoria imposta dal Protocollo di Madrid, siglato dai Paesi membri del Trattato Antartico - che proibisce qualsiasi pratica legata alle risorse minerarie per fini economici e commerciali della Penisola Antartica - non risulta ancora possibile attingere a questa enorme ricchezza se non ai fini della ricerca scientifica, in quanto, sebbene consenta di studiare i processi biologici e climatici e di raccogliere informazioni relative allo stato della vita sulla Terra migliaia di anni fa, è ancora incerto in quale misura l’intervento umano nell’Antartide sia consentito e quali ne siano le conseguenze: l’estrazione di risorse nell’Oceano Meridionale rappresenta anche una seria minaccia per l’unicità del suo ecosistema.
Sergej Jakunceni, presidente del consiglio pubblico dell’Agenzia Federale per l’Uso del Sottosuolo, ritiene che prima del 2048, data di scadenza della moratoria, si potrebbe compiere un passo da gigante in campo tecnologico e il Protocollo di Madrid potrebbe essere rivisto: “Non appena lo sviluppo di nuove tecnologie ci permetterà di sfruttare i nuovi territori senza arrecare danni all’ambiente, allora anche le convenzioni inizieranno, in poco tempo, ad adattarsi alla nuova realtà”.

venerdì 2 dicembre 2011

La Russia alla vigilia delle elezioni parlamentari

Domenica 4 dicembre in Russia si terranno le elezioni parlamentari, che precedono le presidenziali di marzo 2012: la popolazione appare sfiduciata e scarsamente interessata alla partecipazione.

L’atteggiamento che caratterizza la maggior parte dei cittadini russi alla vigilia delle elezioni parlamentari di domenica non è dei più positivi: vari sondaggi mettono in evidenza che la popolazione della Federazione sembra dominata da un senso di sfiducia e scetticismo. A tal riguardo, l’autorevole politologo Boris Dubin, all’interno del suo saggio Il malessere come norma della vita sociale, parla di una “società frammentata”, in cui la maggior parte della popolazione (75-80%) si limita all’interazione con la cerchia più ristretta dei parenti e sembra caratterizzarsi per un sentimento generale di diffidenza nei confronti della politica: si fa strada l’idea che il potere e la politica siano corrotti e che chi ne fa parte agisca soltanto in base a interessi personali.
I sociologi rilevano inoltre che, se da un lato alcuni sembrano rassegnati e disposti ad adattarsi a condizioni sempre peggiori, dall’altro si va diffondendo l’orientamento, che riguarda in primo luogo giovani studenti o neolaureati, a lasciare il Paese: secondo un recente sondaggio, il 28% dei giovani sotto i 35 anni vorrebbe lasciare definitivamente la Russia.
Secondo i sondaggi del Centro Levada, ad esempio, circa due terzi dei russi ritengono che il paese non stia occupando il posto “che merita” a livello internazionale ed è diffusa la sensazione di una minaccia incombente proveniente dall’esterno, come quella rappresentata dal terrorismo islamico, dalle popolazioni del Caucaso, dalla Cina o dagli USA.

giovedì 1 dicembre 2011

Un misuratore controlla le emissioni di Co2

Il Wwf Russia ha creato un calcolatore “verde”: uno strumento in grado di quantificare le emissioni di CO2 generate dall’attività delle imprese della Federazione e di valutare i vantaggi apportati dall’impiego di tecnologie per il risparmio energetico.

Il Wwf Russia ha creato uno strumento in grado di misurare le emissioni di CO2 generate dall’attività delle imprese russe. In soldoni, il calcolatore “verde” riporta la struttura produttiva di energia elettrica o termica di una determinata regione e l’impresa inserisce nel dispositivo gli indicatori relativi al consumo di elettricità, calore, acqua calda e fredda, carta e indica l’eventuale adozione di misure volte al risparmio di tali risorse.
Julija Polonskaja, responsabile dei programmi di politica ambientale del settore finanziario del Wwf., spiega che “analizzando e riducendo il consumo di energia, un’impresa può risparmiare e contenere l’impatto sull’ambiente circostante”. Le aziende si sono mostrate molto interessate e disponibili nel confronto di tale progetto che, oltre a tutelare l’ambiente, offre loro la possibilità di valutare i consumi energetici e di poterli ridurre. A tal riguardo, Ksenija Leschinskaja - responsabile del settore servizi nell’ambito dello sviluppo sostenibile del gruppo Ernst & Young, società che applica da sempre all’interno dei suoi uffici una politica di contenimento degli impatti negativi sull’ambiente - ha affermato: “Il calcolatore dell’impronta di carbonio può essere utile a qualsiasi impresa russa. […] Le imprese russe investono in efficienza energetica, in quanto ciò consente di ottenere grandi volumi di produzione, con il medesimo consumo di risorse energetiche”.
Sebbene le aziende russe mostrino un maggiore coinvolgimento nei confronti delle tematiche green si riscontra un ritardo rispetto alle imprese occidentali, dovuto soprattutto alla carenza degli incentivi statali e delle agevolazioni da parte delle banche, che non facilitano gli investimenti in progetti con tecnologie di efficienza energetica come avviene invece in Norvegia e in altri paesi del Nord Europa.