Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative alla Federazione Russa.

venerdì 13 gennaio 2012

Previsioni sull’andamento del rublo nel 2012

Gli analisti russi prevedono che il 2012 sarà un anno difficile per l’economia della Federazione russa.

Gli analisti russi si dichiarano preoccupati dalla situazione economica che attualmente caratterizza l’Europa, gli Stati Uniti e anche la Cina, che ha di recente registrato un calo della produzione; inoltre, ritengono che anche qualora i timori di una nuova recessione mondiale si dovessero rivelare infondati, per l'economia russa sarà molto difficile mantenere gli attuali ritmi di crescita.
Una stima un po’ più rosea è quella proposta da Vladimir Tikhomirov, della compagnia finanziaria Otrytie, secondo il quale dopo le elezioni inizierà un periodo di riforme che dovrebbe rinnovare l'ottimismo degli investitori e quindi favorire un afflusso di capitali che sosterrà il rublo e l'economia del Paese.
Non tutti però sono tanto ottimisti circa l’andamento della moneta russa. Nel 2012 società e banche russe dovranno pagare circa 75 miliardi di dollari di debito estero: come evidenzia Evgenij Gavrilenkov, di “Trojka Dialog”, se i problemi a livello globale continueranno a persistere - cosa che secondo l'esperto è molto probabile - e il rifinanziamento del debito continuerà a essere difficoltoso, il rublo non potrà che indebolirsi perché le entrate in valuta andranno innanzitutto a coprire il debito. Se invece venissero risolti i problemi finanziari dei Paesi industrializzati, il rublo potrebbe rafforzarsi o, quantomeno, rimanere ai livelli attuali.

mercoledì 11 gennaio 2012

Lo spritz sbarca a Mosca

Grazie a Marco Cervetti, un giovane ristoratore di origine italo-russa, anche a Mosca è approda il rito dello spritz, l’apertivo veneziano famoso ormai in tutto il mondo.

Lo spritz, versione dolciastra e lievemente alcolica dell’aperitivo consumata in tutto il Triveneto, è arrivato anche a Mosca: nell’autunno scorso, Marco Cervetti, un giovane ristoratore originario di Alessandria, dopo aver rilevato il ristorante “Bontempi” al centro di Mosca, ha deciso di inserire tra le voci del menù noto il cocktail a base di Aperol e prosecco. Cervetti ha affermato di aver concepito l’idea di esportare lo spritz nel periodo in cui lavorava alla Biennale di Venezia, dove ha notato che “i russi apprezzano molto questo aperitivo” quando hanno modo di assaggiarlo.
Lo spritz, che si consuma in compagnia soprattutto per socializzare, è una bevanda che spesso in Italia si beve stando in piedi; come ha osservato Cervetti, considerando i ritmi frenetici che caratterizzano una città come Mosca, i russi preferiscono rilassarsi, stando seduti al tavolo e facendosi servire, “non amano consumare in piedi al bar […]. Forse è per questo motivo che è così difficile esportare il rito dell’aperitivo”, ostacolato anche dalla passione dei russi per la vodka.
Tuttavia, il ristoratore piemontese non ha rinunciato a ricreare l’atmosfera dell’happy hour italiano, che non si limita alla nota bevanda: “Ogni domenica dalle quattro del pomeriggio, pagando una quota fissa, si ha la possibilità di mangiare attorno a una tavola imbandita, ricoperta di pietanze calde e fredde che accompagnano polli, quaglie e porchette. L’idea è quella di riproporre un vero banchetto rinascimentale: una natura morta che viene composta in cucina e portata in sala su un unico, immenso vassoio, attorno al quale si mangia fino a notte fonda”.

martedì 10 gennaio 2012

L’UE contro il monopolio di Gazprom

Il mese scorso il prezzo del gas russo in Europa è arrivato ai 500 dollari per 1000 mc: l'Unione Europea ha accusato ufficialmente l’ente energetico Gazprom di abuso di monopolio sul mercato del Vecchio Continente.

Le forniture di gas russo all'Europa generano ormai da molti anni conflitti e tentativi di politicizzazione. Ora che il prezzo del gas russo in Europa è arrivato ai 500 dollari per 1000 mc, la questione del monopolio russo in Europa si è fatta più impellente: il “Terzo pacchetto energetico”, finalizzato proprio alla demonopolizzazione del mercato europeo del gas, ha infatti smesso di essere considerato come una questione prettamente di settore, ed è entrato a far parte della grande politica.
Lo scorso anno, l'Unione Europea, interessata non meno di Gazprom alla stabilità delle forniture di gas dalla Russia, ha ufficialmente accusato l'ente energetico russo di abuso di monopolio sul mercato europeo e ha perquisito i suoi uffici e anche quelli dei suoi maggiori clienti, considerati come potenziali lobbisti, interessati al mantenimento del monopolio di Gazprom nel Vecchio Continente.
Mosca, si dichiara stupita dal provvedimento Ue e sia Gazprom sia i funzionari statali russi sostengono di non aver bene compreso quale sia il comportamento da tenere d'ora in poi: non solo i funzionari statali specializzati, ma anche il premier e il Presidente stanno cercando di analizzare tutti “i cavilli” della legislazione europea in materia energetica contenuti nel “Terzo pacchetto energetico”.
Quest’anno il Cremlino dovrà cercare nuovi strumenti di interazione con l’Ue, anche a causa dell'improvviso consolidamento della posizione dell'Azerbajgian, in quanto futuro fornitore alternativo di gas, e della Turchia, in quanto futuro Paese di transito per il gas diretto in Europa.

lunedì 9 gennaio 2012

Le maggiori “questioni russe” del 2011

Il 2011 è stato un anno piuttosto turbolento per la Federazione russa, alle prese con vecchie tensioni che si sono riproposte e nuove questioni da fronteggiare.

La sfavorevole situazione congiunturale, le vecchie questioni irrisolte e i nuovi problemi sorti sul piano internazionale e su quello interno hanno messo in difficoltà il colosso eurasiatico. Sul piano interno, anche a causa dei brogli nelle elezioni parlamentari di dicembre, si è inasprito il rapporto tra i cittadini e l’establishment russo, e l’attentato all’aeroporto di Domodedovo, avvenuto all’inizio del 2011, ha nuovamente mostrato come la questione cecena sia ancora lontana dall’essere risolta, nonostante la dura repressione operata da Ramzan Kadyrov. Mosca ora si sente minacciata dalla possibile espansione del terrorismo di matrice islamica nelle repubbliche del Caucaso settentrionale e da eventuali nuovi attentati nel cuore della stessa Russia.
Relativamente alle questioni di politica estera, una posizione di particolare rilievo è occupata dall’unione doganale: dal 1° gennaio 2012 Russia, Kazakistan e Bielorussia costituiscono un singolo spazio economico ed è prevista la costruzione di un’Unione Economica Euroasiatica entro il 2015. Lo scorso ottobre, il Kirghizistan ha dichiarato la sua intenzione di accedere all’unione doganale e anche i leader tagichi hanno mostrato interesse in tal senso; inoltre, qualora le pressioni russe sull’Ucraina affinché Kiev partecipi ai progetti di integrazione economica avessero esito positivo, Mosca potrebbe recuperare una notevole influenza economica su gran parte dell’area post-sovietica.
Sul piano energetico, il gasdotto Nord Stream, inaugurato lo scorso novembre, ha creato un collegamento diretto tra Russia e Germania attraverso il Baltico, rendendo le esportazioni di gas meno dipendenti da eventuali crisi energetiche tra Mosca e Kiev.
Anche l’ingresso della Russia nel’WTO ha rappresentato un successo sul piano internazionale ma rimane da affrontare l’ostacolo relativo alla ratifica della Duma sull’accesso all’organizzazione, il cui esito non è scontato.
Alcuni esperti hanno riscontrato analogie tra le recenti proteste post-elettorali in Russia e quanto era avvenuto all’inizio dello scorso anno nei paesi arabi e non escludono che il Paese possa seguire un percorso simile a quello intrapreso da Tunisia, Libia, Siria o Egitto. Tuttavia, secondo altri analisti, l’opposizione risulta troppo debole e frammentata rispetto all’establishment attuale, nonostante tutto ancora troppo forte per consentire lo sviluppo di una “primavera russa”. Inoltre, la maggior parte dei russi, temendo che con un’eventuale ribellione possa riproporsi il clima caotico che ha caratterizzato gli anni Novanta, diffida di idee e modelli politici importati dall’Occidente.