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venerdì 6 aprile 2012

Il progetto Art24

Nel gennaio 2012 è stato avviato Art24, progetto finalizzato alla creazione di un programma a tempo pieno per l'arte contemporanea, presso la Casa Centrale degli Artisti (TsDKh) a Mosca.

La Casa Centrale degli Artisti (TsDKh) a Mosca, il più grande centro culturale ed espositivo presente in Russia, da quest’anno offre mostre 24 ore su 24. Negli anni '80 e all'inizio del '90, TsDKh ha ospitato mostre di artisti di fama internazionale, tra questi: Henri Cartier-Bresson, Günther Uecker, Francis Bacon, Giorgio Morandi e Jannis Kounellis, Salvador Dalì, Jean Tinguely, Yves Saint-Laurent e Rufino Tamayo. All’inizio del Duemila, sotto la direzione di Vasili Bvchkov, ha cambiato registro e ha ospitato eventi quali la fiera internazionale di arte contemporanea Art Moscow, la fiera internazionale Fiction e Non-Fiction, il Festival Internazionale del Libro Aperto, il Salone Antico, la Fiera dei regali natalizi, il festival di architettura, oltre a centinaia di mostre, concerti e proiezioni.
Ora, con Christina Steinbrecher, nuovo direttore artistico dal novembre dello scorso anno, TsDKh ha avviato Art24, progetto finalizzato alla creazione di un programma a tempo pieno per l'arte contemporanea, che si caratterizza per tre elementi: la hall di TsDKh verrà trasformata in una sala espositiva per l'arte contemporanea “per introdurre gli artisti contemporanei a diversi gruppi di persone, indipendentemente dalla loro età e gusto”, come ha dichiarato la Steinbrecher; la seconda particolarità è costituita dalle mostre collettive, in cui le opere di giovani artisti saranno affiancate alle opere di quelli della generazione precedente; infine, verrà sviluppato uno spazio accessibile al pubblico 24 ore al giorno.

giovedì 5 aprile 2012

Una nuova “Silicon Valley”

La Alawar Entertainment, una delle più importanti società di videogiochi dell’Europa orientale, intende realizzare un parco tecnologico analogo alla Silicon Valley.

Una delle più importanti società di videogiochi dell’Europa orientale, la Alawar Entertainment, che vanta un volume d’affari di un centinaio di milioni di dollari, ha in cantiere la realizzazione di un parco tecnologico a Akademgorodok (letteralmente “cittadina accademica”), per offrire ai ragazzi più dotati la possibilità di studiare e lavorare, come avviene nella Silicon Valley.
La società, in collaborazione con quaranta studi di sviluppo di videogiochi in Russia, si occupa principalmente della messa in vendita e della distribuzione di questi ultimi, definiti anche casual games, che significa “facili, semplici, con sessioni brevi e in grado di creare dipendenza”, spiega Aleksandr Lyskovskij, proprietario e gestore della Alawar Entertainment. Lyskovskij, ha illustrato l’idea alla base del parco tecnologico, ricordando la vicenda dei due ragazzi finlandesi che hanno sfondato con il noto gioco Angry Birds: “il loro zio è un uomo d’affari […] ha dato ai nipoti i soldi perché sviluppassero dei giochi […]. Per alcuni anni l’impresa è stata in perdita ed ecco che, vai a sapere perché, il trentottesimo progetto ha fatto centro. E tutti hanno iniziato a gridare: Wow, Angry Birds, wow! Perché nessuno è in grado di creare un successo a tavolino”.

mercoledì 4 aprile 2012

La Russia nel mercato mondiale degli alimenti

La Russia, che ora ricopre un ruolo marginale nel commercio alimentare, con l’entrata nel Wto potrebbe divenire uno fra i principali fornitori a livello mondiale.

La crescita della popolazione mondiale, che secondo le previsioni dell’Onu, attorno al 2050, passerà da sette a nove miliardi di persone, renderà necessario aumentare la produzione di cibo.
La Russia ha il potenziale per divenire uno fra i principali fornitori di derrate alimentari sul mercato mondiale: “Possiamo fornire alimenti per una quantità fino a dieci volte superiore a quella attuale. […] Si tratta di un enorme potenziale agrario. La questione è solamente qual è il modo giusto di sfruttarlo”, ha dichiarato al tal riguardo Ivan Obolencev, presidente dell’Unione dei produttori agricoli.
Attualmente, Mosca ricopre un ruolo marginale nel commercio alimentare, ma secondo Aleksej Djumulen, direttore generale della Agrosistema s.r.l., con l’entrata del Paese nell’Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto), il quadro dovrebbe cambiare. “Negli ultimi 50 anni siamo stati tagliati fuori dai processi di alimentazione della popolazione mondiale a causa di varie ragioni, principalmente politiche. Per questo motivo semplicemente non siamo presenti nelle associazioni internazionali alimentari. Farne parte è necessario”, afferma Djumulen.
Per ora, presso l’Università Statale Lomonosov, a Mosca, è stato fondato il centro Eurasiatico per la sicurezza alimentare, che è destinato a diventare la base per la ricerca, l’esportazione e l’educazione alimentare mondiale, sia a livello regionale che a livello mondiale. Tuttavia, per entrare a far parte del mercato globale degli alimenti, è necessario che la Federazione adotti anche altri accorgimenti, come quello di rivedere la logica della filiera che va dal produttore al consumatore, per evitare che la metà degli ortaggi raccolti venga persa nel passaggio dai campi ai luoghi in cui vengono lavorati.

lunedì 2 aprile 2012

Russia e Cina: i nuovi ricchi sono i giovani

Grazie alle nuove tecnologie, anche Cina e Russia nel “club dei cento miliardari”; più giovani rispetto ai “paperoni” degli Stati Uniti.

Secondo uno studio di Forbes Insight e Societè Generale, riportato dal Financial Times, Russia e Cina contano più di 100 miliardari, raggiungendo così gli Stati Uniti e superandoli “in termini età”: i 115 miliardari cinesi e i 101 miliardari russi, a differenza dei “paperoni Usa”, sono infatti “più giovani”. Quelli russi, in particolare, sono in media 10 anni più giovani dei miliardari indiani e 25 anni più giovani di quelli francesi. Inoltre, come riporta il Financial Times, “i miliardari russi sono “self-made men”, si sono fatti da soli nel senso che ognuno è responsabile della sua ricchezza e non l’ha ereditata”.
Dall’esame di 1.253 patrimoni in 12 paesi, emerge che quasi la metà dei maggiori patrimoni mondiali è ancora gestita da “famiglie”, soprattutto nei mercati maturi, tuttavia, l'avvento della società tecnologica ha contribuito a formare nuovi ricchi: il settore tecnologico sta cambiando le regole in termini di coinvolgimento familiare e gestione delle ricchezze perché è l’unico in cui i miliardari sono prevalentemente giovani e hanno accumulato “da soli” grandi patrimoni. Lo studio, infatti, mostra che il 46% dei patrimoni sui mercati maturi viene gestito attraverso il coinvolgimento familiare, mentre, in quelli emergenti, solo il 39%: “Il coinvolgimento delle famiglie varia per regione e industria. Nei mercati maturi i patrimoni gestiti con il coinvolgimento di famiglie e che sono stati ereditati è maggiore che nei mercati emergenti”. La percentuale più bassa di patrimoni gestiti da dinastie si riscontra, appunto, in Russia (19%), Regno Unito (25%) e Cina (33%).