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mercoledì 13 marzo 2013

Integrazione dei Brics fondamentale per Mosca

La Russia spinge per aumentare l’influenza globale del club informale BRICS e mira a una sempre più integrazione economica tra i paesi.

Dopo l’incontro avvenuto nella capitale indiana di Nuova Delhi, il 26 e il 27 marzo si terrà a Durban, in Sudafrica, il prossimo vertice BRICS.
Molte le idee che verranno proposte dalle parti in causa; la creazione di una nuova struttura che coordini gli sforzi dei Paesi BRICS in materia fiscale è sempre al centro dei negoziati, anche se ultimamente gli esperti ritengono necessario dare quanto prima vita alla segreteria permanente del BRICS.
Lo scorso anno l’India aveva proposto inoltre la creazione di una Banca di sviluppo; quest’anno è la Russia a sostenere di costituire il quartier-generale della Banca a Mosca, determinandone successivamente il capitale azionario in 50 miliardi di dollari e istituendo i pagamenti internazionali al fine di garantire la sicurezza delle economie dei paesi BRICS di fronte alle oscillazioni in primis del dollaro.
In sostanza Mosca vuole rafforzare l’integrazione tra i Paesi. Andrey Volodin, esperto dell’Accademia Diplomatica del Ministero degli Esteri della Federazione Russa, afferma che: “Oggigiorno l’integrazione economica tra i paesi BRICS risulta esplicitamente insufficiente. È in forte ritardo rispetto al modello che presentava la Società Economica Europea e poi l’Unione Europea. La comunità BRICS vuole sviluppare una simile integrazione”.

lunedì 11 marzo 2013

Crescita stabile per la Russia

La crescita economica di Mosca dovrebbe rimanere stabile, intorno al 3,5 per cento, anche per il 2013. È uno dei dati più significativi emersi dall’Outlook 2013 sull’Europa orientale di East Capital, società di gestione indipendente specializzata nei mercati dei Paesi Est europei.

Secondo i dati emersi dall’Outlook 2013, la Russia resterà tra i Paesi più forti dal punto di vista macroeconomico, visto anche il basso legame con l’economia del Vecchio Continente, rimanendo allo stesso tempo però soggetta alle fluttuazioni dei prezzi delle materie prime.
A sostenere la crescita nel Paese, secondo il report a cura di Marcus Svedberg, capo economista di East Capital, anche nel 2013 sarà la domanda interna: i consumi nel Paese continuano infatti a crescere a ritmo sostenuto e sono in vista nuovi investimenti per grandi eventi sportivi quali le Olimpiadi invernali di Sochi del prossimo anno e i Mondiali di calcio del 2018.
Anche per il 2013 la crescita economica del Paese dovrebbe attestarsi attorno al 3,5%.
Stando agli analisti di East Capital, il Paese, è stato “trascurato”, nonostante siano evidenti “alcuni sviluppi decisamente positivi, come l’accesso al Wto, i risultati aziendali – che nel terzo trimestre 2012 sono stati in linea o superiori alle aspettative – e una crescita del Pil sostenuta e stabile, con bassi livelli di inflazione”.

mercoledì 27 febbraio 2013

Mare di Kara tesoro per la Russia

L’Agenzia Federale per il Sottosuolo della Russia annuncia la scoperta di nuovi grandi giacimenti di idrocarburi nella parte meridionale del Mare di Kara. Il Cremlino intanto apre a cooperazioni con Usa e Cina.

L’esaurimento dei giacimenti di petrolio sulla terraferma sta spostando l’interesse delle società petrolifere sempre più verso i giacimenti offshore.
Secondo Konstantin Simonov, direttore del Fondo per la sicurezza energetica nazionale: “L’inizio dello sviluppo dei giacimenti della piattaforma continentale è una questione del futuro immediato, perché in Siberia occidentale, che da sempre ci dava petrolio e gas, l’estrazione sta calando”.
Le condizioni climatiche che caratterizzano i giacimenti offshore nelle zone artiche della Russia comportano ad oggi numerose difficoltà; a questo va aggiunto il fatto che i giacimenti si trovano lontano dalla terraferma e che manca una totale esperienza e tecnologia.
Pochi giorni fa il Cremlino ha aperto alle potenze straniere lo sfruttamento congiunto delle risorse energetiche nascoste nei fondali dell’Artico. Dopo la major petrolifera statunitense ExxonMobil ora tocca ai cinesi. La compagnia petrolifera russa RosNeft ha infatti invitato la Repubblica Popolare cinese a cooperare per lo sviluppo di alcune piattaforme.
Simonov, ha poi sottolineato che: “L’epoca delle risorse energetiche a buon mercato sta per finire e che la cosa più importante adesso è sviluppare la distribuzione. Se vogliamo rilanciare il passaggio a nord-est, dovremo ripristinare la nostra flotta di rompighiaccio. Ci vorranno anche delle navi di nuovo tipo per il trasporto di GNL (gas naturale liquefatto). Dal punto di vista della distribuzione ci sono enormi possibilità di innovazione”.

giovedì 21 febbraio 2013

Banca centrale: 49 mld dollari usciti illegalmente nel 2012

I trasferimenti illegali di denaro dalla Russia hanno raggiunto nel 2012 la cifra record di 49 miliardi di dollari. A riferirlo in un’intervista shock è Sergei Ignatyev, Presidente uscente della Banca Centrale Russa.

Stando a quanto riportato dal quotidiano economico russo Vedomosti, i trasferimenti illegali di denaro dalla Russia avrebbero raggiunto i 49 miliardi di dollari nel corso dello scorso anno, una somma pari al 2,5% del Pil.
Secondo il numero uno uscente della Banca centrale, Sergei Ignatyev, un terzo circa dell'importo sarebbe legato a operazioni di carattere commerciale, mentre i restanti 35 miliardi sarebbero ancora oggi di difficile identificazione. La fuga verso lidi stranieri avrebbe causato un danno alle casse erariali di più di dieci miliardi di euro.
"Potrebbero essere pagamenti per consegne di droga – afferma Ignatyev – pagamenti per importazioni in grigio, tangenti per funzionari pubblici o manager che fanno acquisti per grosse società private senza controlli interni adeguati. O ancora, si tratta di evasione fiscale".
Solamente pochi giorni fa, l'organizzazione no profit Global Financial Integrity aveva reso noti i dati di un'inchiesta condotta sui flussi finanziari illeciti e l'economia sommersa russa, confermando che tra il 1994 e il 2011, ben 211,5 miliardi di dollari erano stati oggetti di trasferimenti finanziari illegali. Sotto la lente d’ingrandimento sono finiti gli scambi commerciali tra la Russia e Cipro e tra la Russia e la Svizzera.