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mercoledì 30 novembre 2011

L’intervento di Jan Chadam al 6° Energy Meeting

In occasione del 6° Energy Meeting - dal 28 al 30 novembre a Sopot in Polonia - Jan Chadam, ad della Gaz-System, ha ribadito la posizione di assoluto rilievo che la Russia occupa tra i fornitori energetici europei.

Si conclude oggi il 6° Energy Meeting, iniziato lunedì e tenutosi a Sopot, in Polonia. In occasione dell’evento, Jan Chadam, amministratore delegato della società polacca Gaz-System, ha affermato: “Le nostre previsioni suggeriscono che i consumi di gas in Polonia cresceranno notevolmente. Entro il 2020 il consumo dovrebbe attestarsi tra i 17 e i 20 miliardi di metri cubi, un terzo in più rispetto ad oggi”.
La crescente domanda di gas rappresenta una sfida per tutto il Vecchio Continente, che, come la Polonia, avverte la necessità di non dipendere esclusivamente dalla Russia. A tal riguardo, Chadam ha dichiarato che, sebbene la Polonia non intenda rinunciare all'idea di diversificare l'approvvigionamento di gas, per ora la Russia rappresenta l'unica soluzione per soddisfare le esigenze energetiche del Paese: “Le consegne di gas naturale russo saranno la principale risorsa energetica per la Polonia. Il gasdotto Yamal sarà quello principale e rappresenterà l'elemento chiave del meccanismo di trasporto di gas dall'Est”.
Chadam ha inoltre esortato alla creazione di un corridoio europeo Nord-Sud che, dalla Polonia alla Croazia, integri il mercato energetico dalla Scandinavia all’Europa centrale: in questo modo il Paese potrebbe aspirare a diventare un hub per l'energia che dalla Russia e dal nord Europa andrebbe a convogliarsi verso il centro del Vecchio Continente.

martedì 29 novembre 2011

Segnali di ripresa per il settore immobiliare russo

Dopo i due anni di stagnazione causati dalla recessione del 2008, il settore immobiliare russo sta vivendo un nuovo slancio.

Prima della recessione internazionale, il settore immobiliare era in forte espansione nella Federazione Russa, i prezzi andavano crescendo e gli agenti immobiliari effettuavano ingenti investimenti. La crisi si è abbattuta sul mercato immobiliare russo poco dopo l’acquisizione di oltre un milione di metri quadrati destinati a diventare nuovi uffici a Mosca; con il collasso dei prezzi si era venuto a creare un surplus di spazio per gli uffici che oggi, grazie alla pressione della domanda sull’offerta, si sta tuttavia assorbendo. La mancanza di offerta ha inoltre consentito un innalzamento dei prezzi e dei costi d’affitto per immobili di prima qualità, che hanno addirittura superato i massimi segnati prima della bolla finanziaria.
Anche il mercato abitativo è in fase di ripresa. Lo scorso luglio, il volume delle compravendite delle nuove costruzioni ha registrato un’inaspettata accelerazione: secondo i dati riportati dagli analisti di Alfa Bank, è aumentato del 17,6% su base annua. Inoltre, l’Agenzia statale dei finanziamenti (Aizhk) stima che il numero di mutui e prestiti per l’acquisto di immobili passerà dall’attuale quota di 300mila euro a 741mila entro il 2015, e a 868mila entro il 2020.

lunedì 28 novembre 2011

Gli investimenti per Sochi 2014

Sono ormai noti i tratti fondamentali dell’ambizioso progetto relativo alle Olimpiadi invernali che si terranno a Sochi nel 2014.

Il programma del governo russo relativo ai lavori per la preparazione delle Olimpiadi che si terranno nel 2014 a Sochi, prevedeva inizialmente un investimento di 12 miliardi di dollari. Tuttavia, secondo le stime realizzate in seguito dalle istituzioni, la spesa complessiva sarebbe molto più elevata e renderebbe il progetto paragonabile alle Olimpiadi estive di Pechino 2008 (ad oggi i Giochi più costosi della storia).
Il Comitato olimpico internazionale ha voluto precisare che il budget destinato ai Giochi olimpici veri e propri, per i quali è prevista una spesa standard non superiore ai 2,5 miliardi di dollari, non va sommato ai progetti collaterali. Inoltre, considerando la mole di lavori che dovranno essere svolti in un lasso di tempo molto breve, il costo dell’iniziativa non risulta poi tanto eccessivo.
Le strutture destinate propriamente allo svolgimento dei Giochi sono 11 e comprendono: un complesso sciistico, una pista per bob e slitte, uno snowboard park, un palazzo del ghiaccio, un trampolino per il salto con gli sci, alcune piste da pattinaggio e campi di hockey; le stesse, come è solito nelle Olimpiadi invernali, saranno situate in due villaggi sportivi che, nel caso di Sochi, saranno molto vicini; i tifosi saranno così favoriti negli spostamenti tra gli impianti, che saranno pronti per l’utilizzo già nel 2012. Infine, in occasione della competizione a cinque cerchi, la capacità ricettiva della città che si affaccia sul Mar Nero, verrà moltiplicata, attraverso la creazione di 42mila nuovi posti letto all’interno degli alberghi: prevalentemente hotel a tre stelle, molti dei quali, finite le Olimpiadi, verranno convertiti a uso abitativo e immessi sul mercato immobiliare.

giovedì 24 novembre 2011

Rapporto SIPRI: cambiano i rapporti sino-russi

Lo Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) ha redatto un ampio rapporto relativo allo stato delle relazioni tra Russia e Cina.

Dal rapporto sulle relazioni che intercorrono tra Russia e Cina elaborato dei ricercatori del SIPRI - Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma - emerge che va scemando la collaborazione avviata dai governi dei due Paesi in seguito allo scioglimento dell'Unione Sovietica e fondata su alcuni interessi condivisi: sicurezza dei confini comuni, contrasto del fondamentalismo islamico, del terrorismo e della proliferazione di armi non convenzionali, affermazione del principio di non ingerenza nelle questioni interne degli altri stati, costruzione di un assetto internazionale multipolare.
La cooperazione strategica intrapresa da Mosca e Pechino si caratterizza soprattutto per la collaborazione in ambito militare che, dagli anni Novanta ad oggi, è stata continua e proficua. Tuttavia, oggi le tecnologie militari e l'esportazione di armi sono diventate i principali motivi di attrito fra i due paesi: il Dragone, che occupa il secondo posto a livello militare per la spesa militare, e che nel periodo 1991 - 2010 ha importato più del 90% delle principali armi convenzionali dalla Russia, a partire dal 2005, pur restando interessato alle tecnologie militari russe, ha deciso di sviluppare una propria industria degli armamenti e di favorire le proprie esportazioni di armi, facendo crollare gli ordini presentati alla Russia.
Un altro elemento critico nelle relazioni tra i due Paesi è costituito dal petrolio. La Cina è il secondo se non il primo importatore di oro nero, mentre la Russia ne è forse il maggior produttore: le divergenze circa i prezzi e la volontà di ridurre la dipendenza energetica hanno limitato le importazioni cinesi, che negli ultimi anni non sono mai state superiori al 10% del totale.
In conclusione, dal rapporto SIPRI si evince che tra i due Paesi stanno venendo meno gli interessi strategici precedentemente condivisi. La Russia si considera un paese europeo ed i suoi gruppi dirigenti nutrono una profonda diffidenza per la Cina, percepita come una minaccia strategica; d’altro canto la Russia diventa sempre meno importante per Pechino ed entrambe le potenze intendono sviluppare soprattutto le relazioni con gli Stati Uniti.