Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative alla Federazione Russa.

venerdì 29 giugno 2012

Mosca. Crescono gli investimenti immobiliari

A ruba soprattutto gli appartamenti di lusso

Più di novanta milioni di dollari spesi nel corso dello scorso mese. Sono questi i dati che riguardano il settore dell’immobiliare relativamente alla città di Mosca. Secondo gli esperti, molti acquirenti hanno rimandato il momento dell’acquisto a dopo le elezioni, ma alla loro decisione ha contribuito anche la continua instabilità del rublo.
Secondo Ekaterina Teyn, della Chesterton Partner, la richiesta di appartamenti di lusso è talmente alta da far prevedere l’esaurimento della loro disponibilità sul mercato. “Stiamo assistendo a un picco nella domanda. Alla fine del 2011 il mercato immobiliare di fascia alta aveva subito un certo rallentamento perché molti avevano deciso di rimandare l’acquisto di una casa a dopo le elezioni. Poi a marzo 2012, a votazioni concluse, gli acquirenti hanno iniziato a cercare e a maggio 2012 si sono registrati i primi rogiti. Anche l’instabilità del rublo contribuisce a rendere il mercato così vivace: quando la valuta locale ha iniziato a perdere rapidamente terreno, molti hanno deciso di reagire. Il clima di insicurezzaha favorito gli investimenti nel mattone”.
C’è da sottolineare comunque che a maggio 2012 il prezzo degli appartamenti di lusso ha subito un calo dell’1%, anche se, in alcuni casi, la diminuzione dei prezzi è stata dovuta soprattutto al forte aumento del dollaro Usa.
Il mercato sta quindi attraversando un momento positivo, accompagnato da un forte interesse da parte degli acquirenti.

lunedì 25 giugno 2012

Putin: Gli investimenti interessano la Russia

Lo ha dichiarato il Presidente russo Vladimir Putin rivolgendosi ai partecipanti ed ospiti del 16 Forum Economico Internazionale.

Il Presidente russo Vladimir Putin è intervenuto nel corso del 16° Forum Economico Internazionale. Queste le sue parole relativamente all’attuale situazione economica russa: “Entro il 2018 gli investimenti in Russia dovranno raggiungere il livello del 27 % del PIL, è uno scopo reale. Attualmente il loro volume è del 20 %. Si tratta innanzitutto degli investimenti privati. È un problema chiave della politica statale, entro la fine di questo decennio la Russia dovrà entrare tra i primi venti paesi del mondo con l’ambiente più agile e funzionale per l’attivismo imprenditoriale".
Molto importante poi l’analisi dettagliata relativa al settore oli&gas: “Vediamo bene le sfide a lungo e medio termine per la nostra economia che per il momento rimane non differenziata, anche una notevole parte del valore aggiunto è fornita dai settori legati alle materie prime. Rimane grande la quota delle produzioni non competitive, si conserva l’alto livello della dipendenza della Russia dai prezzi del petrolio. Dobbiamo abbassare il pericolosamente alto livello di carenza di petrolio e di gas”.
La Russia si propone quindi di sostenere i propri partner europei, partendo però dall’unità dei propri scopi a lungo termine e prendendo spunto dall’attuale situazione creatasi in Europa; la volontà è quella di proporre a livello globale dei meccanismi che impediscano il ripetersi di simili situazioni in altre regioni del mondo. Vladimir Putin ha così sottolineato che attualmente è necessario prendere decisioni a livello nazionale in considerazione delle loro eventuali conseguenze per l’economia mondiale. Proprio per questo motivo la Russia non intende rivedere il suo atteggiamento verso la moneta europea per non complicarne la posizione d’oggi.

venerdì 22 giugno 2012

Fughe di capitali in netto calo

Il neo ministro dello Sviluppo Economico, Belousov, intervenuto al Forum di San Pietroburgo analizza l’attuale situazione delle fughe di capitali.

La fuga di capitali dalla Russia ha raggiunto gli 8 miliardi di dollari nel mese di aprile, ossia molto più del previsto". Erano queste le parole che l’allora vice ministro dello Sviluppo economico Andrei Klepach, che sottolineava come “la stima della fuga di capitali è pari 35 miliardi di dollari nel primo trimestre".
Nel corso di una tavola rotonda al forum economico di San Pietroburgo, il neo ministro dello Sviluppo economico Andrei Belousov ha annunciato, nella giornata di ieri, che i dati sono in netto miglioramento e che le uscite nette di capitali dalla Russia sono rallentate durante il mese di maggio. "I flussi netti di capitali in uscita – ha poi aggiunto – sono stati in media di 13 miliardi al mese nel quarto trimestre dello scorso anno e nel primo trimestre di quest'anno, ma ora rallentano, secondo le stime, a meno di sei miliardi a maggio". Un dato a ogni modo non ancora soddisfacente come confermano le ultime parole: “È ancora parecchio, quindi il miglioramento radicale del clima per le imprese, la salvaguardia degli investimenti, la protezione degli investitori sono ancora al centro dell'attenzione".

giovedì 21 giugno 2012

Accordo Enel-Lukoil

Enel e Lukoil, la più grande compagnia petrolifera russa, hanno firmato oggi un memorandum di intenti per la cooperazione nell'industria del gas.

Nella giornata inaugurale del XVI Forum economico internazionale di San Pietroburgo è stato siglato un accordo tra Enel e Lukoil che getta le basi per una collaborazione in attività di upstream (produzione ed esplorazione di idrocarburi) e midstream (costruzione e gestione di infrastrutture per il trasporto idrocarburi) in Russia e all'estero.
"Enel e Lukoil intendono rafforzare le loro relazioni focalizzandosi su opportunità di joint venture nel campo del gas naturale, con una particolare attenzione a progetti congiunti nell’upstream nella Federazione russa, nel Mar Caspio e nel bacino nord africano”.
Fulvio Conti, A.D. di Enel ha così commentato: "Si tratta di un'alleanza potenzialmente molto fruttuosa che ci aprirà sbocchi di mercato sia nell'upstream che soprattutto nell'attività di vendita e distribuzione di prodotti finiti. Enel è felice di avere la possibilità di collaborare con un attore così importante nel mercato dell'oil&gas russo. Questo accordo beneficerà entrambe le parti".
Con la firma sul memorandum - riferisce una nota - Enel e Lukoil intendono rafforzare ulteriormente la loro collaborazione, concentrandosi sull'individuazione di opportunità di sviluppo comune nella catena del valore del gas naturale.

mercoledì 20 giugno 2012

Siria/Putin. Pericolo guerra civile totale

Un cambio di governo che stabilizzi la situazione nel Paese e fermi lo spargimento di sangue. È ciò che si augura il Presidente Putin per la questione siriana.

Relativamente alla situazione siriana il presidente Vladimir Putin si è così espresso durante il vertice del G20 di questi giorni in Messico: “Pensiamo che nessuno abbia il diritto di decidere per altri popoli, su chi deve andare al potere e chi dovrebbe essere espulso. Sappiamo che una parte del popolo siriano, rappresentato dall'opposizione armata, vorrebbe che il presidente Assad se ne andasse. Ma questa parte non è il popolo siriano".
Cina e Russia hanno legami stretti con la Siria e hanno recentemente bocciato due risoluzioni delle Nazioni unite che avrebbero minacciato l'applicazione di sanzioni contro il regime di Bashar Assad.
Il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è intervenuto a margine delle dichiarazioni di Putin: “Non penso sia giusto dire che russi e cinesi siano dalla nostra parte ora ma penso che ora riconoscano i gravi pericoli di una guerra civile totale in Siria”.
Mosca e Pechino hanno sostenuto la missione degli osservatori in Siria e il piano di pace di sei punti dell'inviato speciale di Onu e Lega araba per la Siria, Kofi Annan.

lunedì 18 giugno 2012

Il Club della discordia

Igor Sechin, ex vice di Putin, fonda il “club del petrolio” e torna ad assumere un ruolo istituzionale come capo della nuova commissione per l’oil&gas presso la presidenza. Secondo gli analisti questa mossa servirà ad indebolire il governo Medvedev.

Le voci di una possibile rivalità tra Dmitri Medvedev e Vladimir Putin si rincorrono ormai da tempo. Qualche mese fa i due erano stati ripresi dalla televisione di Stato intenti in una battuta di pesca sul Volga; i critici più maliziosi avevano visto in questo episodio una montatura realizzata per eliminare quell’immagine di rivalità che si era creata attorno alle figure del Presidente e del Primo Ministro russo prima delle elezioni.
Ciò che è successo in questi ultimi giorni fa pensare che i rapporti tra i due possano essere tornati freddi e già qualche analista prevede una vicina "resa dei conti".
Veniamo dunque ai fatti. Lo scorso 8 giugno, l’ex vice primo ministro con delega alle risorse energetiche Igor Sechin, escluso dal nuovo gabinetto di Medvedev, ha fondato il "club del petrolio", ossia un circolo che riunisce i top manager delle maggiori compagnie petrolifere del Paese.
La mossa di Sechin, che ha avuto l'approvazione di Putin lo scorso 15 giugno, ha aperto un contenzioso dato che la sua intenzione è ora quella di continuare a rimanere un punto di riferimento nel settore, aggirando di fatto il suo successore, il vice premier con delega all'Energia, Arkady Dvorkovich, uomo di Medvedev.
Gli analisti lo avevano a ogni modo predetto: con lo scambio di ruoli tra Dmitri Medvedev e Vladimir Putin alla guida della Russia vi era la possibilità di trovarsi di fronte a due governi, uno al Cremlino e uno alla Casa Bianca. E il primo scontro pare dunque già in atto; il campo è quello dell'energia, settore di rilevanza strategica per la Federazione, da cui dipende gran parte del bilancio pubblico.

venerdì 15 giugno 2012

Enercon 2012

Dal 25 al 28 giugno 2012 a Mosca, presso il polo fieristico Expocentr, nell’ambito della 14esima Fiera Internazionale “Neftegaz 2012”, si terrà la conferenza “Enercon 2012”.

Si terrà a Mosca l’importante conferenza “Enercon 2012”.
L’incontro si pone l’obiettivo di affrontare le problematiche attuali che richiedono un intervento statale prioritario per la modernizzazione dell’economia e per lo sviluppo costante delle innovazioni in ambito petrolchimico e dell’estrazione del gas naturale.
I temi che verranno discussi nel corso della conferenza andranno a colpire diversi argomenti: da una sintesi relativa ai sistemi di sicurezza vigenti in Russia nel campo dell’energia, agli attuali problemi e ai possibili sviluppi sia nel campo delle tecnologie che delle attrezzature.

giovedì 14 giugno 2012

British Petroleum crede ancora nella Russia


Il colosso petrolifero britannico vuole restare nel Paese anche con disimpegno da Tnk-Bp

Il colosso petrolifero britannico British Petroleum intende mantenere l’attività in Russia anche nel caso in cui vendesse la sua quota di Tnk-Bp. Lo ha riferito laconicamente in un'intervista al Wall Street Journal l’Amministratore delegato Robert Dudley. "Manteniamo il nostro impegno in Russia" ha detto Dudley, sottolineando che il gruppo ha molte altre attività nel paese oltre a Tnk-Bp.
L’azienda, che è stata al centro di numerose critiche e controversie negli ultimi tempi (come la partecipazione alla costruzione dell'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan o il disastro ambientale dell’aprile 2010 nel golfo del Messico), ha annunciato che ha ricevuto manifestazioni d'interesse per la quota di Tnk-Bp e di essere disposto ad esaminarle. A inizio giugno il gruppo ha annunciato di aver notificato l'intenzione di procedere a una potenziale vendita ai soci al 50% della joint venture, imprenditori russi riuniti nel consorzio Alfa Access Renova (Aar), mettendo così fine a un rapporto che dura ormai da dieci anni.
La joint venture rappresenta il terzo produttore di petrolio russo ed è una degli asset migliori di Bp, rappresentando circa un quarto della produzione di petrolio mondiale del gruppo.
Allo stesso tempo essa è anche teatro di numerosi scontri tra gli azionisti, culminati lo scorso anno, quando i miliardari di Aar, con la loro opposizione nel marzo del 2011 presso l’Arbitrato Internazionale di Stoccolma, hanno di fatto interrotto un maxi accordo tra Bp e Rosneft per l'esplorazione dell'Artico russo. Rosneft ha poi trovato un altro partner per l'Artico nell'americana ExxonMobil.

mercoledì 13 giugno 2012

Hillary Clinton bacchetta la Russia

La Russia, attraverso la Rosboronexport, vende armi alla Siria. Un movimento internazionale cerca di fare pressione su Stati Uniti e India, a loro volta tra i principali clienti, perché non facciano più acquisti finché le forniture a Bashar al Assad non cesseranno.

Abbiamo affrontato i russi, chiedendogli di fermare i rifornimenti di armi alla Siria. Ci hanno risposto che non dobbiamo preoccuparci, perché ciò che stanno consegnando non ha a che vedere con le azioni interne”. Sono le parole pronunciate da Hillary Clinton, nel corso di un evento pubblico al quale ha preso parte anche il presidente israeliano Shimon Peres.
Gli elicotteri russi arrivano in Siria attraverso la Rosboronexport, una società che si occupa proprio di export di armi. Un movimento internazionale sta cercando di fare pressione su Stati Uniti e India, a loro volta tra i principali clienti della società russa, perché non facciano più acquisti finché le forniture a Bashar al Assad non cesseranno.
"Siamo preoccupati – ha aggiunto l'ex first lady - per le ultime informazioni ricevute, secondo cui sarebbero in viaggio dalla Russia alla Siria degli elicotteri d'attacco, che causerebbero un inasprimento piuttosto drammatico del conflitto".
Eppure proprio gli Stati Uniti si apprestano ad acquistare altri elicotteri da trasporto dalla società russa, da consegnare a Kabul. “Niente a che vedere con quelli armati” tiene a precisare il Pentagono, ma l’operazione ha suscitato ugualmente le perplessità del senatore John Corvin, che ne ha chiesto conto al segretario della Difesa Leon Panetta.

martedì 12 giugno 2012

Proteste nel “Giorno della Russia”

Sono passati 20 anni da quando venne istituito il “Giorno dell'adozione della Dichiarazione di sovranità dello Stato di Russia”. Oggi però questa festa assume connotati totalmente diversi.

La Festa Nazionale in Russia si celebra annualmente il 12 giugno, una data con la quale Boris Eltsin, con un decreto del 1994, intese istituire una festa nazionale denominata “Giorno o Giornata della Russia”, memore della dichiarazione di indipendenza del 12 giugno del 1990. Questa festa, che nel corso del tempo ha visto il susseguirsi di diversi nomi, venne battezzata ufficialmente nel 2002 come “Il Giorno della Russia”.

Oggi però questa data assume connotati totalmente diversi. Sono infatti migliaia le persone che si sono radunate in piazza Pushkin, a Mosca, per la prima protesta contro il presidente Vladimir Putin dalla sua nuova investitura come presidente. La manifestazione ha avuto l'approvazione da parte delle autorità di Mosca e vedrà gli oppositori marciare per il centro della capitale.

Contemporaneamente, proprio nel giorno della protesta, sono stati fissati gli interrogatori di diversi membri dell'opposizione russa, le cui abitazioni erano state perquisite nella giornata di ieri. Fra loro Alexei Navalny, il politico di sinistra Sergei Udaltsov, l'attivista liberale Ilya Yashin e la presentatrice televisiva Ksenia Sobchak. L'azione del governo è stata criticata come un tentativo di scoraggiare le rivolte, in seguito all'approvazione della contestata legge che alza di 150 volte le multe per chi prende parte a manifestazioni non autorizzate. In base alle nuove regole, sono previste infatti multe sino a 300.000 rubli (circa 7.000 euro) per i partecipanti, mentre gli organizzatori, in qualità di soggetti giuridici, potranno essere condannati a pagare sino a un milione di rubli (23.000 euro).

La speranza è che l’epilogo sia differente da quanto verificatosi lo scorso 6 maggio, quando si registrarono pesanti scontri tra i manifestanti e la polizia.

lunedì 11 giugno 2012

Analisi del nuovo esecutivo russo

Aria nuova o tutto come prima? Andiamo a vedere, dopo quasi un mese, quali sono le principali novità del nuovo governo russo.  

"Secondo il mio calcolo approssimativo, per tre-quarti l’esecutivo è composto da gente che solo da poco è in politica e che si trova alla prima esperienza di governo". Si esprimeva così Dmitri Medvedev nel corso di una trasmissione televisiva rivolgendosi a Vladimir Putin. Era lo scorso 21 maggio, giorno dell’insediamento ufficiale del nuovo governo russo.
 “Aria nuova”. È questo il messaggio chiave che si è voluto far passare, anche se questo governo, analizzato nel dettaglio, non è poi così diverso dagli ultimi proposti: sei dei ministri attuali sono stati infatti vice ministri. C’è da dire comunque che i capi dei dicasteri hanno poca esperienza alle spalle: Medvedev si è circondato in sostanza di un governo di manager.  A detta di alcuni esperti, questa inesperienza favorirà lo spostamento di potere a favore del Cremlino, dove Vladimir Putin ha portato con sé i suoi fedelissimi.
Aleksei Kudrin, ex ministro delle Finanze dimessosi per divergenze con l’attuale Premier, ha così commentato: “Questo non è un governo per sfondare, ma tecnico. E ho dei grandi dubbi che sia in grado di rispondere adeguatamente alle sfide che si pongono oggi alla Russia”, ribadendo di fatto la sua sfiducia nei confronti di Medvedev.
Venendo nel dettaglio ad esaminare la formazione del nuovo esecutivo, si nota che Putin è riuscito ad assicurarsi un controllo indiretto sulle politiche economiche, appannaggio invece del primo ministro. Il primo vicepremier, Igor Shuvalov, che sarà l'unico secondo di Medvedev, rimane al suo posto con incarico proprio all'economia. Oltre a Shuvalov ci saranno altri sei vicepremier: Vladislav Surkov, il “capo ideologo” del putinismo, nominato anche capo dello staff di governo; Olga Golodets, ex vice sindaco di Mosca; Dmitri Kozak, uomo di Putin e sostenitore della famigerata legge anti-gay; Dmitri Rogozin, già ambasciatore russo alla Nato, che vigilerà sul complesso militare-industriale e Alexander Khloponin, ex rappresentante plenipotenziario del Cremlino nel Caucaso settentrionale.
Di importanza rilevante vi è la sostituzione dell'ex ministro degli Interni, Nurgaliev (al centro nei mesi scorsi di scandali di corruzione da parte di poliziotti). Al suo posto è stato chiamato Vladimir Kolokoltsev, finora capo della polizia di Mosca.
Sono stati infine creati anche due nuovi ministeri: per lo Sviluppo dell'Estremo oriente russo, affidato a Viktor Ishaiev e per il cosiddetto 'Governo aperto' alla società civile, di cui assume la guida l'ex imprenditore, Mikhail Abisov.

venerdì 8 giugno 2012

Le nazionali del Pil

Riportiamo, nel giorno inaugurale degli Europei in Ucraina e Polonia, una particolare classifica stilata dal sito del Sole 24 Ore sulla base dei Pil delle singole nazioni. La Russia salirebbe sul secondo gradino del podio.

E arrivò il giorno degli Europei. La manifestazione calcistica, che terrà milioni e milioni di telespettatori di fronte ai televisori fino al prossimo primo luglio, inizierà infatti questa sera alle ore 18.
Per giocare gli europei dell'economia, Il Sole24Ore.com ha stilato la classifica delle sedici nazionali per crescita del Pil nel 2011.
Secondo questi dati a farla da padrone sarebbero le due nazioni organizzatrici dell’evento, ossia Ucraina (5,20) e Polonia (4,30), con quest’ultima appaiata alla Russia (4,30) sul secondo gradino del podio.
E le grandi favorite? Spagna, Germania, Olanda? Guardando la classifica si scopre, per esempio, che la nazione iberica precipita nel fondo della classifica (al 12esimo posto) e perde tutti i favori dei pronostici. La Grecia, con il prodotto interno lordo che nel 2011 è sceso del 6,9%, scende in campo e guadagna l'ultimo posto in classifica, mentre l’Italia si dovrebbe “accontentare” di un misero quartultimo posto (0,40). Si tratta in pratica della grande rivincita dell'Europa dell'Est, che da tempo dal punto di vista economico viaggia più velocemente dell'Europa continentale.

giovedì 7 giugno 2012

Strategie militari e di difesa per far fronte a minacce comuni

Il vertice russo-cinese dello scorso 5 giugno ha attestato che Mosca e Pechino stanno procedendo verso la creazione di un'unione politica; la componente economica dell'alleanza russo-cinese dunque si rafforza. L'entità del militare dipende molto dagli Stati Uniti.

Dopo il vertice di Pechino di questi giorni, Russia e Cina si ritrovano unite per rafforzare la loro cooperazione economica e le alleanze geopolitiche.
Le parti hanno infatti firmato una "Dichiarazione congiunta sull'ulteriore approfondimento dei rapporti di partenariato globale e interazione strategica", oltre a 16 documenti specifici in materia di cooperazione in vari settori, dall'energia atomica al turismo. Secondo il progetto, tutto questo consentirà ai dirigenti dei due Paesi di aumentare gli scambi da 83 a 100 miliardi di dollari entro i prossimi 3 anni.
Il Presidente russo Vladimir Putin ha sottolineato che la Russia e la Cina ricoprono un ruolo importante nell'iniziativa congiunta di rafforzare la sicurezza nella regione Asia-Pacifico. Queste le parole del presidente: "La partnership strategica tra la Russia e la Cina è un potente fattore che rafforza la stabilità regionale e globale. Proprio in questo senso anche noi lavoriamo per rafforzare la cooperazione all'interno Organizzazione di Shangai per la Cooperazione".
Per la Russia, la minaccia militare arriva ora dal sistema di difesa antimissile voluto dagli Stati Uniti. Mosca è costretta infatti non solo a reagire con decisione, ma deve anche prendersi cura dei suoi alleati. Tra questi, il principale è proprio la Cina, le cui forze strategiche sono prese in considerazione da Washington nella iniziativa della sua difesa anti-missile nel Pacifico, da sempre la principale zona di interessi nazionali americani.
Nello scorso aprile, la Russia e la Cina hanno svolto nelle Mar Giallo delle esercitazioni navali di grandi dimensioni, con la partecipazione dei fiori all'occhiello della Flotta del Pacifico dei due Stati.

mercoledì 6 giugno 2012

Giro di vite sulle proteste. Sanzioni a chi scende in piazza.

Il Senato approva la legge che impone sanzioni, anche di ventitremila euro,  per manifestazioni non autorizzate.

Dopo la Duma, il Consiglio della Federazione russa (Senato) ha approvato la legge, promossa dal partito putiniano Russia Unita, che porta fino a 23mila euro le multe per partecipanti e organizzatori a manifestazioni non autorizzate. La controversa norma è stata votata in seconda e terza lettura e approvata nonostante un tentativo di ostruzionismo da parte dell'opposizione parlamentare (Comunisti e Russia Giusta). Per l'adozione definitiva serve ora la firma del presidente Vladimir Putin.
A favore si sono pronunciati 132 senatori, contrari 1 e 1 astenuto. Un provvedimento che, per gli oppositori, va contro la Costituzione; il 12 giugno è stata indetta una nuova giornata di protesta.
Il temuto «giro di vite» arriva dopo un inverno che ha visto le più grandi proteste di piazza in Russia negli ultimi 20 anni, dirette soprattutto contro Vladimir Putin, ora rieletto presidente. Ieri l’opposizione ha inscenato l'ennesima protesta davanti all’edificio del Parlamento, durante la quale la polizia ha fermato una trentina di persone.
In base alle nuove regole, sono previste multe sino a 300.000 rubli - equivalenti a circa 7.000 euro - per i partecipanti, mentre gli organizzatori, in qualità di soggetti giuridici, potranno essere condannati a pagare sino a un milione di rubli, ovvero 23.000 euro.
Mikhail Fedotov, responsabile del Consiglio per i diritti umani del Cremlino, ha già anticipando la richiesta di veto al presidente.

martedì 5 giugno 2012

Ancora divergenze tra Mosca e l'UE

Al termine del vertice di Strelna, il presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, e il presidente russo, Vladimir Putin, sono ancora distanti dal trovare un accordo sui principali temi economici e commerciali. Strada comune invece sulla questione siriana.

Dopo il summit Putin-Barroso-Rompuy, chiusosi nella giornata di ieri a Strelna, sembra allontanarsi ulteriormente la firma del nuovo accordo di partenariato e cooperazione tra Russia e Unione europea.
Eloquenti le parole del presidente russo, Vladimir Putin, secondo il quale: "Entrambe le parti hanno confermato il loro interesse nello sviluppo di un documento che dichiari gli obiettivi strategici, che rispondano a requisiti moderni. La sezione economico-commerciale dell'accordo, rimane ora l'ostacolo maggiore".
Bruxelles e Mosca, dunque, continueranno a lavorare sul documento, cercando di limare nel frattempo le divergenti posizioni nel settore economico e commerciale.
Le parti stanno lavorando da tempo al nuovo testo, diviso in diversi settori; economico, della sicurezza, giuridico, umanitario e culturale-educativo. La parte russa sta quindi prendendo tempo per poter prima valutare l'impatto del suo ingresso nel Wto per poi rivedere i termini di cooperazione con Bruxelles.
Lo stesso Putin ha spiegato oggi che: “Mosca non può assumersi impegni aggiuntivi per ora, perché in questo caso dovrebbe applicare gli stessi termini con gli altri Paesi del Wto". Ha poi aggiunto che: "Non possiamo creare una relazione speciale con l'Ue, ignorando gli interessi degli altri membri dell'Organizzazione mondiale del commercio".
La replica dell’UE è stata in sintesi la seguente: "Non vogliamo accordi preferenziali ma data l'intensità dei nostri rapporti bilaterali, abbiamo bisogno di definire con urgenza molti aspetti che non ricadano esattamente negli accordi Wto, come ad esempio nuovi parametri per gli investimenti".
Trovato invece un accordo relativamente alla questione siriana con il "piano Annan". La strada tracciata dall'ex segretario generale delle Nazioni Unite è la migliore possibile per fermare le violenze, come confermano le parole del presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy: "Dobbiamo unire i nostri sforzi per evitare la guerra civile in Siria. Siamo d'accordo che il piano Annan offre la migliore occasione per rompere il ciclo di violenze”.

lunedì 4 giugno 2012

Russia-Ue: riunione Putin-Barroso-Rompuy

Tra i temi in agenda la Siria, l'Iran, la crisi dell'eurozona, i negoziati per una nuova partnership strategica.

È cominciato oggi a Strelna, nei sobborghi di San Pietroburgo, il 29° vertice Russia-Ue. A fare gli onori di casa il leader del Cremlino Vladimir Putin, che ha ricevuto il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso e il presidente permanente del Consiglio Europeo Herman van Rompuy nel palazzo imperiale di Costantino. I tre affronteranno tra i vari temi in agenda la situazione siriana, l'Iran, la crisi dell'eurozona, gli effetti dell'imminente ingresso della Russia nel Wto, la cooperazione economica ed energetica, la liberalizzazione dei visti, sullo sfondo dei negoziati per una nuova partnership strategica. Sono presenti inoltre Serghiei Lavrov e Catherine Ashton, capi delle due diplomazie.

Dopo la conferenza stampa congiunta di Putin, Barroso e Van Rompuy già nel primo pomeriggio Putin inizierà il suo tour asiatico, con tappa in Uzbekistan (nel pomeriggio), arrivo in serata a Pechino (visita di Stato il 5 e partecipazione il 6-7 al vertice dell'Organizzazione per la cooperazione di Shangai) e sosta in Kazakhstan per una visita ufficiale nel viaggio di ritorno.


venerdì 1 giugno 2012

Attrazione imprenditoriale: Russia al 4° posto

La Federazione, secondo Kpmg, si colloca al quarto posto per attrazione imprenditoriale, dopo Cina, India e Brasile.

Gli specialisti della Kpmg, hanno collocato la Russia al quarto posto per livello di attrazione imprenditoriale, dopo Cina, India e Brasile. La società di auditing, per eseguire tale studio, ha preso in esame quattordici Paesi e ha considerato vari parametri, quali la situazione demografica, l’istruzione, la preparazione professionale, le infrastrutture, le legislazioni esistenti e la qualità della vita: utilizzando come termine di paragone gli Stati Uniti, ha cercato di capire quanto fosse facile ed economico avviare un’attività imprenditoriale in questi mercati. Al primo posto, con il 26% di vantaggio, è stata collocata la Cina, seguita dall’India con il 25%, dal Brasile con il 21% e dalla Russia con il 20%.
Robert Wallingford, consulente della Kpmg per la Russia, ha dichiarato: “i Paesi Brics sono stati inclusi in questa lista per la loro importanza economica. Le grandi holding internazionali spesso si trovano ad affrontare non poche difficoltà nell’avviare una attività. È quindi importante saper gestire i rischi per ottenere il massimo profitto senza conflitti. Per offrire loro un quadro più completo si è deciso di includere i paesi Brics”. In particolare, relativamente alla Russia, Wallingford ritiene che i punti di forza della Federazione siano i bassi costi energetici, lo sviluppo delle tecnologie digitali e delle innovazioni, oltre ai salari più bassi.